Processo “Calabresi nel Mondo”, assolto l’ex deputato Pino Galati
Cadute le accuse per il vicepresidente vicario di Noi Moderati ed ex sottosegretario dopo 13 anni. Assolta anche la collaboratrice della Fondazione, Mariangela Cairo

CATANZARO Assolto per un capo d’imputazione, ed il non luogo a procedere per l’altro. È questo il verdetto emesso dal Tribunale di Catanzaro nel tardo pomeriggio di oggi nei confronti di Giuseppe Galati, vicepresidente vicario di Noi Moderati ed ex sottosegretario, al termine del processo nato dall’inchiesta sullo scandalo legato alla gestione della fondazione “Calabresi nel Mondo” di cui Galati, all’epoca dei fatti, era il presidente ed era finito nel mirino dei pm di Catanzaro per una presunta distrazione dei fondi comunitari nell’ente in house della Regione. Galati era imputato per una ipotesi di peculato. Assolta – come chiesto peraltro dall’accusa – la collaboratrice della Fondazione Mariangela Cairo (difesa dall’avvocato Massimo Scuteri) che rispondeva di un solo capo di indebita destinazione di denaro e cose mobili.
Le accuse cadute
Galati – assistito dagli avvocati Salvatore Cerra e Francesco Gambardella – è stato assolto in particolare per uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio, e cioè quello legato alla contestata stipula di un contratto di locazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe determinato un vantaggio esclusivo. A tal proposito il Tribunale ha ritenuto non sussistenti le condotte, escludendo sia l’appropriazione di risorse pubbliche sia l’esistenza di un beneficio personale riconducibile a Galati, escludendo la distrazione di fondi e l’utilizzo delle risorse pubbliche per finalità estranee agli scopi istituzionali. Quanto al residuo capo d’imputazione, riferito a fatti risalenti al periodo 2012–2013, il Tribunale ha pronunciato il “non luogo a procedere” per il decorso dei termini di legge. Una definizione che ha posto definitivamente fine alla vicenda anche su tale profilo, in un contesto nel quale l’istruttoria dibattimentale aveva già restituito un quadro pienamente chiaro e favorevole, privo di qualunque emergenza di responsabilità penale.
L’inchiesta
L’indagine della procura era centrata sulla ipotizzata «distrazione di fondi destinati all’associazione “Calabresi nel Mondo”, ente “in house” della Regione Calabria», evidenziando «una gestione “clientelare” delle assunzioni – 25 di queste sono state ritenute clientelari e cioè finalizzate ad aumentare il bacino elettorale del politico lametino – violando lo Statuto della fondazione nella parte in cui prevedeva la gratuità degli incarichi di presidente». Un terzo aspetto delle indagini riguarda il rapporto tra la fondazione “Calabresi nel mondo” e la fondazione “I Sud del mondo”, di cui Galati è stato pure presidente, in relazione all’illecito affitto di una sede a Roma. Tutte accuse cadute per l’ex sottosegretario dopo ben 13 anni. (Gi.Cu.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato