Catanzaro, Fiorita e il centrosinistra “in sospeso”. Comunque andrà, la strada sarà in ripida salita
Il sindaco e il fronte progressista appesi alle mosse del centrodestra. La “fotografia” di una coalizione da (ri)costruire in città

CATANZARO Alla finestra, in sospeso, in attesa degli eventi, appesi alla volontà altrui… L’aria di crisi al Comune di Catanzaro tiene in apprensione la coalizione di centrosinistra che governa Palazzo De Nobili con il sindaco Nicola Fiorita (sia pure con il supporto del “mondo di mezzo” dell’eterogeneo Misto). In questi giorni Fiorita ha mantenuto un atteggiamento “low profile”, limitandosi a un accenno (non neutro comunque) nei consueti “Pensieri della domenica” sui social. Un atteggiamento comprensibile, ancora di più davanti alla “cristallizzazione” del quadro, con la conta delle firme che si è fermata per ora a 15 (14 apposte, una 15esima annunciata), segno che il centrodestra ha ancora bisogno di qualche passaggio, regionale e nazionale. Certo, mancano solo due firme per la fatidica quota 17 che significherebbe disarcionare l’attuale amministrazione, ma se alcuni giorni fa Fiorita e il centrosinistra si erano visti “perduti” adesso sembrano un po’ più rinfrancati, considerate le vistose “frenate” nel campo avverso. Bisognerà vedere nelle prossime ore se gli eventi non precipiteranno e se anche stavolta Fiorita riuscirà a “sfangarla”. Ma intanto, per quanto la speranza di restare in sella fino al 2027 c’è, anche il fronte progressista avrebbe quantomeno iniziato a ragionare sul futuro più immediato, si voti a maggio-giugno o l’anno prossimo a scadenza naturale.
Il futuro (più o meno immediato)
Sia nell’uno sia nell’altro caso non c’è osservatore politico che non definisca in ripida salita comunque la strada del centrosinistra, anzi in tanti parlano di “mission impossible”, visto il “sentiment” non favorevole di cui sarebbe circondata nella “pancia” della città l’attuale amministrazione comunale. Per questo la prospettiva delle Comunali prima dell’estate o nel 2027 è vista comunque come uno “spauracchio”. Perché i segnali sono quelli di una coalizione progressista da (ri)costruire, dopo questa consiliatura caratterizzata anche da governi cittadini con maggioranze variabili, trasversali e anche improbabili (la prima Giunta è stata di centrosinistra-area di centrodestra, la seconda è stata di centrosinistra con Azione ma è finita forse anche peggio, l’ultima è più un “monocolore” Fiorita) e dal totale disinteresse dei partiti. Un fronte da ristrutturare, quello progressista, e su basi numeriche che sono tutte da verificare. Il Pd, al momento, è senza segretario cittadino per la solita “impraticabilità del campo” e “incomunicabilità interna”, continua a perdere pezzi (non solo Fabio Celia, ex capogruppo ora accanito anti-Fiorita e anti-Pd): il partito regionale è completamente assente, e con Fiorita i rapporti sono alti e bassi (e spesso prevalgono i bassi). Il Movimento 5 Stelle è francamente impalpabile in città. “Cambiavento”, il movimento civico del sindaco, come tutti i soggetti civici è indecifrabile. Quanto ad Avs, è un partito dato in crescita ma non sarà mai il perno della coalizione. E’ chiaro che il futuro a queste condizioni è abbastanza fosco, sia che si voti prima dell’estate sia che si voti nel 2027. Identikit di candidati sindaco? Certo, ce ne sono, ma tutti con controindicazioni. Nelle ultime settimane l’impressione, favorita anche da un atteggiamento finalmente meno “british” rispetto al passato, è quella di un Fiorita molto più possibilista di una sua ricandidatura, anche alla luce dei suoi “buon uffici” sia con la leader Pd Elly Schlein sia con il leader M5S Giuseppe Conte: e se riesce a resistere anche a quest’ultimo tentativo di “spallata” del centrodestra Fiorita potrebbe rafforzarsi in ottica futura. Nome molto quotato è quello dell’ex consigliere regionale Francesco Pitaro, protagonista di un’ottima performance elettorale con Dp alle Regionali, ma con il Pd non sono rose e fiori. “Papabile” è poi considerata dagli analisti Jasmine Cristallo, dirigente nazionale del Pd vicinissima alla Schlein, ma la sua è ritenuta una figura divisiva all’interno dei dem, così come tale potrebbe risultare l’attuale vicesindaco Giusy Iemma, anche lei big del Pd, comunque anche lei in lizza. A sinistra sta crescendo l’attuale presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco, di Avs, “sorpresa” delle ultime Regionali, ma il suo percorso forse ha ancora bisogno di più tempo per maturare. Un profilo civico? Sì, ma chi? Perché per il centrosinistra il presente e anche il futuro questo sono proprio questo: tanti punti interrogativi. (a. c.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato