‘Ndrangheta, Frank Albanese il «ponte dei Commisso» tra Siderno e gli Usa
Il 59enne per la Dda sarebbe il referente della proiezione di Albany della cosca. I viaggi in Calabria e i dialoghi monitorati dal ROS dei Carabinieri reggini

LAMEZIA TERME Oltre al ruolo del presunto «nuovo boss dei Commisso» ovvero il 45enne Antonio, la nuova inchiesta della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha acceso i riflettori su una figura di assoluto rilievo nelle dinamiche criminali che riguardano la potente famiglia di Siderno e i legami negli Stati Uniti e, in particolare, ad Albany nello Stato di New York.
Il ruolo di Frank Albanese
Si tratta di Frank Albanese, (classe 1967) considerato dalla Dda reggina «esponente della struttura ‘ndranghetista sidernese nella sua proiezione di Albany». Dall’indagine, infatti, sarebbero emerse a suo carico una pluralità di elementi probatori che, secondo la Dda «denotano la sua piena appartenenza al locale di Siderno, in strettissimi rapporti con la cosca Commisso. Ci sono una serie di elementi che l’Antimafia reggina ha messo in fila, a cominciare dalle visite a Siderno di Frank Albanese dove avrebbe coltivato strettissimi legami con gli esponenti della famiglia Commisso e cioè Antonio (cl.’ 80) e Antonio (cl. ’25) incontri che sarebbero stati «costanti e continui, anche più volte al giorno». Le indagini della Dda, dunque, ricostruiscono una militanza di Frank Albanese che affonderebbe le radici nella sanguinosa faida di Siderno degli anni ’90, durante la quale proprio Albanese avrebbe svolto compiti di protezione personale nei confronti di esponenti apicali della consorteria. Successivamente la sua operatività si sarebbe stabilizzata negli Stati Uniti, ad Albany, dove – secondo il decreto – sarebbe divenuto il riferimento della componente di ‘ndrangheta ivi stanziata.
Il «rappresentante della ‘ndrangheta di Albany»
Ma c’è un altro aspetto ancora più importante, secondo quanto emerso dalle indagini della Dda. Albanese, infatti, sarebbe stato negli anni anche portatore di ‘mbasciate e informazioni, nonché dati sulle vicende associative della ‘ndrangheta negli USA e in Canada. Quindi, attraverso le informazioni e la trasmissione di preziose notizie riferite proprio ai Commisso e altri associati del locale di ‘ndrangheta, Frank Albanese «avrebbe garantito un raccordo e una costante circolazione di informazioni tra la “casa madre” e le proiezioni del “Siderno Group” negli Stati Uniti. Per queste ragioni il ruolo mafioso «doveva essere coltivato ed espresso sul campo», motivo per cui Frank e i suoi figli «andavano e venivano con costanza dagli Stati Uniti per mantenere il legame inscindibile con la “Casa Madre” calabrese», annota la Dda nel decreto di fermo. Frank, ad esempio, avrebbe alternato la sua presenza a Siderno «con quella del figlio Alessandro che veniva ormai da solo perché in grado di rappresentare la famiglia» annotano ancora gli inquirenti reggini. Esplicita in questo senso una frase estrapolata da una intercettazione: «Si, deve esserci sempre la presenza di uno della famiglia qua! Anche se non siamo qua siamo sempre… qualcuno è sempre presente! E sennò… come lo mantieni il rispetto!», diceva Frank Albanese al suo interlocutore. Una frase che, per gli inquirenti, sintetizza la logica della continuità territoriale e della presenza fisica come strumento di legittimazione mafiosa.
I viaggi dagli Usa in Calabria
Le indagini della Dda di Reggio, eseguite sul campo dal ROS dei Carabinieri, avevano messo nel mirino proprio Frank Albanese dall’estate del 2019. A sua insaputa, infatti, l’italo americano era costantemente monitorato ogniqualvolta sbarcava in Italia e a Siderno. I primi incontri monitorati risalgono all’agosto del 2019 e la visita di Albanese presso l’attività commerciale di Antonio Commisso. Due estati più tardi, dal 5 al 19 agosto 2021, la visita di Frank Albanese in Calabria secondo gli inquirenti avrebbe permesso di «disvelare la piena intraneità di Frank Albanese alla cosca Commisso e alle proiezioni nordamericane del Siderno Group». Dalla conversazioni intercettate, infatti, sarebbe emerso che Frank fosse nipote di «Carlo Archinà… è suo zio …» e che Antonio Commisso (cl. ’80) avesse cresimato uno dei suoi figli.
Le mangiate e l’incontro con i Commisso
Le indagini avrebbero ricostruito anche una serie di “mangiate” proprio in occasione della presenza di Frank in Italia con gli altri sodali. «Sabato a mezzogiorno… il compare Franco, quello degli Stati Uniti… mangiamo, volete che mangiamo lì da me… o là sotto al Petit?». Questo il tono di Antonio Commisso parlando proprio della presenza dell’americano a Siderno e di un pranzo al quale avrebbero dovuto prendere parte anche «Ciccio Baggetta pure e Salvo Archinà…» quelli che secondo la Dda di Reggio sarebbero «i due esponenti apicali della ‘ndrina di C. da Mirto». L’incontro tra i due Commisso e Albanese si rivelerà per gli inquirenti estremamente significativo perché, oltre alla stima reciproca manifestata tra i Commisso e l’americano, la “stima mafiosa” si estendeva dalla Locride al catanzarese, così come sottolineava lo stesso Albanese: «(…) io onestamente, ovunque vada nella zona del Catanzarese… un po’ da tutte le parti dicono: ma io parlo sempre bene!». L’americano, inoltre, elogiava le grandi doti del 45enne Commisso, come «uomo di ‘ndrangheta di spessore dei tempi presenti». Di fatto lui e il figlio di “Cosimino” «erano il futuro della ‘ndrangheta sidernese, coloro i quali dovevano restaurare gli antichi fasti dell’egemonia mafiosa passata e sulle cui doti i sodali dall’estero, oltre Oceano, confidavano», annotano gli inquirenti della Dda.
La “messa a disposizione” per i Commisso e l’estate del 2024
«Come si dice?! Certe volte una famiglia ha bisogno di un cavallo … avete capito!». Nel prosieguo del dialogo intercettato, Frank Albanese si sarebbe candidato apertamente ad essere un personaggio di spicco dei Commisso a Siderno per la gestione del territorio, data la sua passata ed attuale esperienza mafiosa. Nel dialogo fanno anche riferimento al latitante Francesco Commisso “Lo Scelto”, padre di Antonio (cl. ’80), il quale «avrebbe declinato l’offerta formulata, ritenendola in quel frangente, non necessaria» considerata già la “reggenza” del 45enne Antonio Commisso.
Il viaggio più lungo di Frank Albanese – questa volta insieme alla moglie – a Siderno risale all’estate del 2024. I coniugi, infatti, arrivano in Italia dagli Stati Uniti l’11 agosto 2024 per ripartire il 16 settembre. I militari del ROS di Reggio Calabria, di fatto, hanno seguito ogni suo spostamento e ogni dialogo con esponenti della criminalità organizzata tra la lingua inglese e il dialetto calabrese. Circostanze che, come è riportato nel fermo della Dda, confermerebbero «quanto già acquisito a livello investigativo, e il ruolo all’interno della ‘ndrangheta di Frank Albanese».
La figura che emerge dal decreto non è quella di un semplice italoamericano legato alle proprie origini, ma – secondo l’accusa – quella di un dirigente della proiezione nordamericana della cosca, chiamato a garantire continuità, rispetto e collegamento tra la Locride e lo Stato di New York. (g.curcio@corrierecal.it)
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