‘Ndrangheta, lo storico impero criminale dei Commisso tra Calabria, Canada e Stati Uniti
Frank Costello e Albert Anastasia all’origine del “Siderno Group Of Crime” negli anni ’50, poi la sanguinosa faida fino all’uccisione del Barone Macrì

LAMEZIA TERME «Una organizzazione criminale su base mafiosa, con ramificazioni in Canada, negli USA ed in Australia, stati verso cui è convogliata in prevalenza nel passato l’emigrazione Calabrese».
È stata la magistratura canadese a mettere nero su bianco una verità (poi divenuta nel tempo anche giudiziaria) legata alla presenza di soggetti legati alla ‘ndrangheta calabrese oltre oceano, definendo la “Siderno Group of organized Crime” perché era per lo più da Siderno e da altri centri vicini – Gioiosa Jonica, Mammola, Sinopoli solo per citarne alcuni – che «proviene la gran parte degli affiliati all’organizzazione». Una traccia investigativa che è molto più di un teorema. Gli inquirenti, infatti, hanno individuato in questo contesto criminale la cosca Commisso che, nel corso degli anni, sarebbe stato in grado di imporre la propria presenza quale «padrone incontrastato del territorio di Siderno», ampliando la propria sfera d’azione criminale a livello internazionale, esprimendo figure di vertice dell’organizzazione a livello provinciale «come Giuseppe Commisso detto “il Mastro”».
I nuovi arresti
Una notizia tornata d’attualità dopo il fermo di indiziato di delitto emesso dalla Distrettuale antimafia di Reggio Calabria nei confronti di 7 persone legate proprio alla cosca Commisso. Tra loro anche il nuovo «presunto boss» Antonio Commisso (cl. ’80) di cui abbiamo già scritto (QUI LA NOTIZIA)
Frank Costello e Albert Anastasia
Ma è tornato indietro nel tempo che è possibile riscoprire l’ascesa del “Siderno Group of organized Crime” e nel fermo emesso dalla Dda è possibile scorgerne alcuni dettagli significativi, quasi come un libro di storia da sfogliare. «L’origine del “Siderno Group Of Crime”, voluta da Frank Costello ed Albert Anastasia, appartenenti a Cosa Nostra americana ma di origine calabrese, è datata negli anni ‘50 e tuttora indica le famiglie mafiose di origine calabrese per lo più provenienti da Siderno che, pur agendo in contesti diversi e lontani geograficamente, erano comunque legate da vincoli di sangue e dipendenti dalla cosca madre, di stanza appunto a Siderno». Le nuove leva ad un certo punto dopo gli anni ’70 pensarono di trarre profitti «dal traffico di stupefacenti e dai sequestri di persona, attività nuove per la mafia calabrese cui si opposero Domenico Tripodo ed Antonio Macrì», e solo Don Mommo Piromalli «si adeguò ai tempi e fu risparmiato quale vittima della prima guerra di ‘ndrangheta che scoppiò tra il 1974 ed il 1976». Un conflitto sanguinoso che, di fatto, segnò un drammatico cambio generazionale: a Reggio Calabria Domenico Tripodo venne in attrito con quelli che all’epoca erano i suoi sottoposti, i fratelli De Stefano, questi ultimi forti dell’appoggio dei Piromalli». Ripercorrendo i fatti in modo cronologico, Tripodo venne poi arrestato il 21 febbraio del 1975 e portato nel carcere di Poggioreale a Napoli dove, il 26 agosto 1976, fu ucciso in cella su richiesta di Paolo De Stefano dalla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. A Siderno, invece, il fatto di sangue epocale fu registrato il 20 gennaio 1975 quando, in Contrada Zammariti, venne ucciso il boss Antonio Macrì, reduce da una partita a bocce.
Il subentro dei Commisso
Sarebbe stato in questo momento, in questo “buco di potere” che i Commisso subentrarono, grazie soprattutto a Francesco Commisso (cl. ’13) alias “Quagghia” e il figlio Cosimo Commisso (cl. ’50). Secondo quanto emerso dalle inchieste recenti, i due crearono una vera e propria holding del crimine intrecciando rapporti internazionali con la finalità di strutturare un importante traffico di stupefacenti che segnò un vero e proprio salto di qualità grazie alla fitta trama di parentele e di amicizie intessute con esponenti apicali del “Siderno Group of Crime” – e in particolare in Canada nella città di Toronto – considerato un sito crocevia di collegamenti con l’Argentina utile per l’approvvigionamento diretto di cocaina.
Siderno come scenario criminale internazionale
Le ultime sentenze, però, hanno ridimensionato il ruolo di vertice di Cosimo Commisso. Non è una smentita del primato della famiglia, ma una ridefinizione degli equilibri interni perché, si legge nel fermo della Dda, la sentenza «non inficia la ricostruzione complessiva, in nulla smentendo il primato della cosca Commisso nella municipalità di Siderno». Di fatto il ruolo di vertice non poteva essere riconosciuto a Cosimo Commisso in quanto «i procedimenti instaurati successivamente, primo fra tutti “Crimine”’, portavano ad individuare quale vertice dell’associazione operante a Siderno Giuseppe Commisso (cl. ’47), cugino del primo». La sanguinosa e violenta guerra di ‘ndrangheta portò inevitabilmente alla reazione dello Stato, culminata nella già citata operazione “Siderno Group” che consentì di fare luce sui fatti avvenuto in quell’arco temporale, durante il quale il comprensorio di Siderno finì alla ribalta della cronaca nera nazionale per la lunga serie di episodi di sangue consumati. Ma non solo: determinò anche una tregua tra le due cosche come conseguenza agli arresti ed alle condanne inflitte. In buona sostanza, i Commisso «si erano affermati come una cosca moderna con ramificate relazioni internazionali» scrivevano i giudici, «forte sin da prima dell’uccisione del barone Macrì». Inoltre «il quadro storico-giudiziario consente di affermare con certezza processuale che a Siderno esiste da decenni una potente cosca di ‘ndrangheta, facente capo alla “famiglia” Commisso», «(…) inserita nella più ampia consorteria illecita denominata ‘ndrangheta, di cui costituisce una delle più sintomatiche espressioni». (g.curcio@corrierecal.it)
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