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«Difendere le aree interne significa difendere la coesione della Calabria»

Bruno: il bando “Abita Borghi Montani” va nella direzione giusta ma serve una strategia più ampia e strutturale

Pubblicato il: 19/02/2026 – 16:10
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«Difendere le aree interne significa difendere la coesione della Calabria»

CATANZARO “Difendere le aree interne significa difendere la coesione della Calabria. Continueremo a vigilare affinché i risultati annunciati si traducano in benefici reali per i territori”. È quanto ha affermato il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenendo questa mattina nella Sala Verde della Cittadella regionale alla conferenza stampa convocata a margine della sottoscrizione della convenzione del bando “Abita Borghi Montani Calabria” tra Regione e sindaci dei Comuni ammessi al finanziamento. Bruno ha richiamato il tema della nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dalla legge 12 settembre 2025, n. 131, questione già posta all’attenzione del Consiglio regionale attraverso un’interrogazione poi trasformata in mozione, con la quale chiedeva alla Giunta “di attivarsi nelle sedi nazionali per evitare che l’applicazione rigida dei nuovi parametri penalizzasse la Calabria”. “Oggi – ha affermato Bruno – riporto anche l’esperienza maturata per undici anni alla guida della Comunità montana Fossa del Lupo, in un’area interna complessa tra Catanzaro e Vibo Valentia. Conosco bene cosa significhi isolamento, spopolamento, difficoltà infrastrutturali. Per questo abbiamo ritenuto necessario sollevare il tema della classificazione dei Comuni montani”. “La normativa – si legge in una nota diffusa dal consigliere – stabilisce che un Comune è considerato montano se almeno il 25% della superficie supera i 600 metri di altitudine e il 30% presenta una pendenza pari o superiore al 20%, oppure se l’altimetria media supera i 500 metri. Parametri che, secondo le prime simulazioni, avrebbero potuto determinare una significativa riduzione dei Comuni montani calabresi, con conseguenze sull’accesso a finanziamenti, deroghe e servizi”. “Nel corso della stessa mattinata – prosegue la nota – l’assessore Gallo ha illustrato l’esito del confronto avviato a livello nazionale tra le Regioni alpine e quelle dell’area appenninica, confronto che ha portato alla revisione dell’impostazione iniziale, la quale avrebbe ridotto i Comuni montani italiani da circa 4.000 a poco più di 1.500”. “Prendiamo atto – ha dichiarato Bruno – dei dati forniti dall’assessore Gallo, che attestano per la Calabria un risultato positivo: i Comuni montani passano da 216 a 256, con 64 nuovi ingressi e 24 esclusioni, per un saldo complessivo di +40 unità”. Secondo Bruno, il risultato dimostra che “quando il Consiglio regionale svolge il proprio ruolo e la Giunta raccoglie le sollecitazioni, si può costruire un confronto produttivo. La nostra mozione di dicembre aveva l’obiettivo di accendere un’attenzione politica e istituzionale su un rischio concreto. Oggi registriamo che quella attenzione ha contribuito ad aprire una trattativa che ha evitato una penalizzazione per la Calabria”. Bruno ha però sottolineato che “la classificazione formale non esaurisce la questione. Ora la sfida è garantire risorse adeguate ai Comuni montani, perché il riconoscimento deve tradursi in interventi concreti su viabilità, servizi e contrasto allo spopolamento. Iniziative come ‘Abita Borghi Montani Calabria’ vanno nella direzione giusta, ma devono inserirsi in una strategia più ampia e strutturale”.

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