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La ricostruzione della Dda

‘Ndrangheta, a Siderno la richiesta di aiuto dell’assessore al presunto boss Commisso per un debito del figlio

L’episodio risalente al 2023 riportato nel fermo della Dda di Reggio Calabria. In cambio avrebbe ottenuto la pulizia di una strada privata

Pubblicato il: 19/02/2026 – 16:45
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, a Siderno la richiesta di aiuto dell’assessore al presunto boss Commisso per un debito del figlio

LAMEZIA TERME Un assessore comunale di Siderno (non indagato) si sarebbe rivolto al presunto boss di ‘ndrangheta per risolvergli un problema importante: mediare con una terza persona che pretendeva la restituzione di una somma di denaro prestata al figlio. È un episodio tanto grave quanto significativo riportato nel fermo di indiziato di delitto emesso dalla Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di 7 persone, tra cui anche Antonio Commisso (cl. ’80) considerato dagli inquirenti quale «nuovo boss designato e riconosciuto anche dal Mandamento Jonico». Ma anche, a quanto pare, dalla cittadinanza di Siderno e, in questo caso particolare, addirittura da un assessore che, in segno di riconoscenza, avrebbe ordinato ad un dipendente del Comune di Siderno di procedere con un mezzo comunale alla pulizia di una strada pertinente all’abitazione di Commisso. Insomma. una legittimazione sociale ancor prima che criminale.



La richiesta d’aiuto al presunto boss

Ma andiamo con ordine. Secondo quanto si legge nelle carte dell’inchiesta, l’incontro tra l’assessore e il 45enne sarebbe avvenuto l’8 luglio del 2023. In quella circostanza i due discutono prima dell’erba alta, poi del problema familiare dell’assessore cioè legato al debito di gioco contratto dal figlio e dell’impossibilità di onorarlo con un soggetto non identificato. «Ma se li gioca? Ma che cazzo fa?» chiede Commisso all’assessore. «(…) se li gioca a schedine… se li gioca, e si è aperta una voragine…». Per gli inquirenti risulta ancora più rilevante un ulteriore dialogo, quando cioè l’assessore, «compresa l’entità del debito, si era rivolto ad Antonio Commisso per ottenere un prolungamento dei termini», con l’obiettivo di ottenere una dilazione di 15 giorni – dal 15 al 30 luglio – e, se a quella data avesse ottenuto il prestito che aveva richiesto, «avrebbe saldato l’intero importo, altrimenti avrebbe cominciato a pagare la somma di 500 € al mese», si legge ancora nel fermo.

«Giorno 15 andiamo insieme io e te…»

Ancora più significativa per gli inquirenti la risposta di Antonio Commisso: «Io a questo qua l’ho rimproverato… perché io gli avevo detto: “tu gli devi fare lo sponsor alla squadra, punto”. Quanto gli vuoi dare 500? 1000 euro? Punto… Quindi se tu sei d’accordo con me, giorno 15 andiamo insieme io e te…». «Non glieli devi dare tutti in una volta…» dice Commisso all’assessore che, però, non è d’accordo: «Io glieli do tutti in una volta! Dov’è vengo e ti porto questi soldi…».  Da quanto emerso dall’inchiesta, già in passato l’assessore si sarebbe rivolto ad Antonio Commisso per un problema analogo, risolvendolo, al punto che il 45enne, raccontandolo all’assessore sidernese, spiega che se lo avesse saputo prima sarebbe intervenuto a monte. «(…) ma io non sapevo che lui gioca ancora… perché se io avessi saputo che…».



La pulizia della strada privata

Come rilevato dai carabinieri del ROS, qualche giorno dopo – è il 24 luglio 2023 – come aveva preannunciato l’assessore, alcuni mezzi agricoli avrebbero dato il via alla manutenzione della strada privata nei pressi dell’abitazione di Antonio Commisso con alcuni mezzi di una ditta di Lamezia Terme che, come ricostruito dalla Dda di Reggio, è responsabile della raccolta differenziata e della pulizia strade comunali nel Comune di Siderno. Secondo gli inquirenti, dunque, Antonio Commisso «non aveva alcun titolo per interessarsi alla vicenda, se non quello legato al suo ruolo mafioso» che, scrive ancora la Dda nel fermo, l’assessore «evidentemente riconosceva, facendone affidamento». (g.curcio@corrierecal.it)

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