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La crisi “fantasma” di Catanzaro e il “binario morto” del centrodestra (che rischia una lunga guerriglia interna)

Nessuna “spallata” a Fiorita: emergono le diverse aspirazioni dei partiti della coalizione. Mancuso frena, FdI spariglia rivendicando il futuro candidato. Forza Italia già contro gli alleati

Pubblicato il: 21/02/2026 – 14:29
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La crisi “fantasma” di Catanzaro e il “binario morto” del centrodestra (che rischia una lunga guerriglia interna)

CATANZARO Sta già passando agli annali come la crisi “fantasma” al Comune di Catanzaro. Le due firme mancanti necessarie per sfiduciare il sindaco Nicola Fiorita non sono arrivate e – dicono tutti i segnali e le fonti politiche – non arriveranno mai. Chiusa a 15 (sulle 17 necessarie) la pratica dal notaio Mario Sculco, l’ultima deadline per tornare al voto prima dell’estate anche a Catanzaro resta martedì 24 febbraio davanti al segretario comunale ma ormai è una scadenza puramente formale e ipotetica. Non succederà nulla, insomma. E forse era addirittura scontato. Politicamente, nel centrodestra le condizioni per la “spallata” al sindaco che guida una maggioranza di centrosinistra + “altri” non ci sono e probabilmente non ci sono mai realmente state. Forza Italia è stata in prima fila nell’assalto a Fiorita (ispirato peraltro da Azione), ma dagli alleati gli azzurri hanno ricevuto atteggiamenti improntati alla massima prudenza e alla fine sono rimasti con il più classico dei “cerini” in mano e l’amara sensazione di aver fatto male i propri conti. E gli “indecisi” – il pattuglione del “mondo di mezzo” dei “responsabili” del Misto vicini al centrodestra ma che di fatto tengono in vita Fiorita – sono rimasti tali. Chi teoricamente doveva convincerli – in primis si dice il vicepresidente della Regione Filippo Mancuso, già commissario della Lega e superfavorito alla futura candidatura a sindaco – non li ha convinti, e forse non si sarebbe nemmeno speso più di tanto per convincerli, evidentemente. E anche comprensibilmente: i maligni evocano consociativismi e trasversalismi, chissà, ma un dato però bisogna tenerlo a mente, e cioè far cadere un Comune come Catanzaro, capoluogo di regione, non è sicuramente operazione da fare a cuore leggero e all’improvviso.

Gli scenari (di guerra…)

È stata questa del resto sin da subito la posizione di Mancuso (l’ha illustrata la prima volta al Corriere della Calabria): la fine anticipata della consiliatura e quindi la conseguente scelta del candidato sindaco di Catanzaro – è stato il suo ragionamento – deve uscire da una valutazione più ampia del livello locale, cioè dal tavolo nazionale del centrodestra. E sotto questo aspetto, una riflessione per Catanzaro nel centrodestra a Roma non è nemmeno partita (del resto ancora si attende l’ufficialità per Reggio e Crotone, che votano già a fine maggio). Va anche detto che nemmeno Fratelli d’Italia ha mostrato particolare entusiasmo alla prospettiva della crisi immediata a Catanzaro: formalmente i meloniani hanno firmato il documento di sfiducia davanti al notaio (come la Lega con il suo unico consigliere comunale), ma è stato proprio lo “stretto necessario” per non sgranare l’unità della coalizione. Insomma, la “quasi” crisi o la crisi “fantasma” si è infilata nel “binario morto” del centrodestra. E ora? Ora nel centrodestra catanzarese già si percepiscono i primi segnali di una possibile lunga “guerriglia” interna, con Forza Italia nervosa e pronta a presentare il conto a Mancuso-Lega e a Fratelli d’Italia. Il campo è già minato e confuso, peraltro. In un’interpartitica regionale di alcuni giorni fa la leader FdI Wanda Ferro ha rivendicato la futura candidatura a sindaco per il proprio partito (il nome ormai sulla bocca di tutti è il presidente di Unindustria Aldo Ferrara): un passaggio tipico della liturgia politica nelle trattative ma intanto FdI l’ha consumato, contribuendo a sparigliare le carte sul tavolo. Di Mancuso si è detto, anche se il suo obiettivo – sostengono i “bene informati” – è quello di candidarsi sindaco con una veste più civica che partitica (operazione non facile, visto che alla Regione è in Giunta in quota Lega). Forza Italia – che “tiene in caldo” l’eterno Sergio Abramo – fa “sottotraccia” capire che dal 25 febbraio potrebbe sfruttare ogni occasione per rinfacciare agli alleati la “frenata” e la (presunta) timidezza nell’operazione anti-Fiorita. La previsione? Voleranno stracci, a Catanzaro, da qui a breve. (a. cant.)

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