Messico nel caos dopo l’uccisione di El Mencho: 26 morti
Scontro a fuoco con i militari

Sono ore di violenza e rappresaglie in Messico dopo l’uccisione da parte dell’esercito di Nemesio Oseguera Cervantes ‘El Mencho’, il capo del cartello di Jalisco. Le autorità hanno confermato 26 decessi dopo gli scontri causati dal cartello per “vendicare” la morte del loro capo: si tratta di 17 agenti della polizia, ma anche vittime civili tra cui una donna in gravidanza. Tra i criminali, invece, si registrano 8 decessi e 27 arresti. El Mencho era leader della più temuta organizzazione criminale messicana e su di lui pendeva una taglia di circa 15 milioni di dollari del governo Usa di Donald Trump. Il boss è stato eliminato nel corso di una vasta operazione militare nello Stato di Jalisco in coordinamento anche con Washington, secondo quanto ha confermato il ministero della Difesa. La notizia è stata accolta con entusiasmo a Washington: «L’uccisione di El Mencho, uno dei più spietati e sanguinari boss della droga, è una grande notizia per il Messico, gli Stati Uniti, il Sud America e il mondo», ha affermato il vicesegretario di Stato Christopher Landau. L’uccisione del leader narcos ha scatenato infatti un’ondata di caos ancora in corso in vari Stati del Paese.
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