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Le rivelazioni

‘Ndrangheta, la cacciata da Toronto di Francesco Commisso. «Nascosto in una montagna e protetto da 50 iraniani»

I racconti di Frank Albanese al cugino sulle dinamiche della cosca in Canada e la “caduta” di Ciccio i Grazia per mano di Mico Ruso

Pubblicato il: 01/03/2026 – 6:32
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, la cacciata da Toronto di Francesco Commisso. «Nascosto in una montagna e protetto da 50 iraniani»

REGGIO CALABRIA Il tour estivo risalente al 2024 di Frank Albanese, tra gli arrestati nell’operazione ribattezzata “Risiko” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dai carabinieri del ROS, ci ha già restituito il profilo criminale di assoluto spessore, un «elemento di raccordo tra gli esponenti della cosca Commisso di Siderno con gli Stati Uniti», come è stato definito dagli inquirenti reggini. Dalla conversazione sul procuratore Nicola Gratteri al presunto incontro programmato con il defunto boss di Cosa nostra Matteo Messina Denaro, Frank Albanese – sempre secondo quanto ricostruito – avrebbe passato oltre 40 giorni a Siderno ad incontrare elementi di spicco del clan Commisso e della famiglia di Contrada Mirto. Insomma, l’estate del 2024 non è stata solo il periodo delle intercettazioni e delle “mangiate” per Frank Albanese.

L’incontro del 20 agosto 2024

Gli inquirenti hanno captato una lunga serie di conversazioni e, soprattutto, caratterizzate da argomenti di «grande rilievo probatorio». Come nel caso dell’incontro avuto il 20 agosto 2024 in cui «risultava evidente il ruolo di collegamento tra la ‘ndrangheta sidernese e la proiezione oltre Oceano», alimentandone il “circuito informativo”. A parlare sono Frank Albanese e Giuseppe Archinà, cugini di primo grado in quanto la mamma di quest’ultimo è sorella della mamma del presunto “capo” di Albany. Quest’ultimo – secondo l’accusa – avrebbe fornito informazioni preziose che «solo un partecipe di spessore poteva conoscere in quanto anche molto “sensibili”».

La “caduta” di Ciccio i Grazia (latitante in Canada)

Primo argomento affrontato? Francesco Commisso (cl. ’48) detto “Ciccio i Grazia”. Si tratta di un elemento di spicco del clan secondo gli inquirenti, latitante localizzato in Canada con alle spalle alcune condanne per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Secondo il racconto di Frank Albanese, però, sarebbe stato letteralmente cacciato dalla struttura di ‘ndrangheta che opera a Toronto, nel sobborgo di Woodbrodge, dove vive una folta comunità italiana, solo perché là ora comandava un altro. Il riferimento è a Domenico Ruso (cl. ’45) noto come “Mico” che avrebbe rivendicato il proprio ruolo di comando.  «(…) te lo ricordi a Ciccio i Grazia? Eh! A lui lo hanno allontanato…», riferisce Albanese al cugino. Ma è ciò che illustra dopo ad essere tanto interessante ai fini investigativi quanto inquietante sul piano criminale.

Nascosto in una montagna

Un’estromissione definitiva che ridisegna gli equilibri della proiezione canadese e mostra come il potere nella ’ndrangheta possa essere ridefinito anche senza spargimento di sangue ma attraverso decisioni interne irrevocabili. Per questo motivo in primo luogo “Ciccio i Grazia” non poteva mettere piede a Toronto «se non espressamente autorizzato da Mico Ruso». E poi sarebbe stato costretto a ritirarsi in una montagna, protetto da un gruppo di iraniani perché «con i connazionali non poteva intrattenere rapporti», annotano gli inquirenti reggini. L’isolamento imposto a “Ciccio i Grazia” non sarebbe stato solo territoriale, ma anche relazionale, con il divieto dunque di intrattenere rapporti con i connazionali. «(…) sta fuori su una montagna…», spiega ancora Albanese al cugino. «(…) che si sono messi con gli iraniani…», insiste con il cugino che ribatte: «(…) mi hanno detto che ha una squadra che ne ha cinquanta là…» «non va nessuno là con lui dei paesani. Lui con gli stranieri si deve buttare…», conferma Albanese che, nel corso della conversazione spiegava come Mico Ruso avesse minacciato proprio Commisso attraverso il fratello di quest’ultimo, dicendogli: “qua sono io! (…) sennò, vedi che lui se capita di venire a Woodbridge deve chiamare e chiedere il permesso”.

«Protetto da 50 iraniani»

Dopo essere stato estromesso, secondo quanto emerso, “Ciccio i Grazia” di fatto temeva per la propria vita, nonostante le rassicurazioni che aveva ricevuto, al punto di garantirsi un rigido apparato di sicurezza personale. Informazioni e dettagli che Giuseppe Archinà, nonostante la lontananza, pare conoscere bene. «(…) dice che ce le ha su una montagna… dice che prima di arrivare là da lui ci sono cinquanta persone là che sono tutti…», ottenendo la conferma di Frank Albanese. «Si spaventa, pure che gli hanno detto che non gli fanno niente…».  (g.curcio@corrierecal.it)

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