Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:25
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

L’iter giudiziario

Lamezia, tragedia sul lavoro nell’area ex Sir: la Procura chiede il processo per il titolare dell’azienda

Francesco Stella morì il 3 gennaio 2025 precipitando da un soppalco metallico nello stabilimento dell’area industriale. Contestate presunte violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro

Pubblicato il: 03/03/2026 – 11:18
di Giorgio Curcio
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Lamezia, tragedia sul lavoro nell’area ex Sir: la Procura chiede il processo per il titolare dell’azienda

LAMEZIA TERME Un volo di sette metri, un impatto violentissimo, la morte sul colpo. A oltre un anno dalla tragedia costata la vita all’operaio Francesco Stella, la Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha chiesto il rinvio a giudizio del legale rappresentante della Europrofil srl, Gianfranco Ielapi (cl. ’76) di San Pietro a Maida, accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’udienza preliminare è stata fissata per il 24 marzo 2026 alle ore 12.

La tragedia

I fatti si riferiscono alla tragedia avvenuta il 3 gennaio 2025 all’interno dello stabilimento dell’area industriale ex Sir di San Pietro Lametino. Stella, manovale di officina regolarmente assunto, stava effettuando un inventario al secondo piano di un soppalco metallico adibito a deposito quando è precipitato da un’altezza di circa sette metri. L’impatto, diretto e ad elevata energia, gli ha provocato un politrauma gravissimo con fratture craniche, lesioni vertebrali e uno shock traumatico con componente emorragica e neurogena. Il decesso è avvenuto sul colpo.



Le contestazioni

Per la Procura di Lamezia Terme, però, quella caduta non sarebbe stata un tragico destino imprevedibile, ma l’esito di una catena di omissioni. All’indagato – assistito dagli avvocati Francesco Gioffrè e Vincenzo Cantafio – vengono contestate violazioni del decreto legislativo 81 del 2008: la mancata fornitura di dispositivi di protezione individuale per i lavori in quota – imbracature, sistemi di ritenzione, ancoraggi – e l’omessa sorveglianza sanitaria periodica del lavoratore. Sotto la lente degli inquirenti anche il Documento di valutazione dei rischi, ritenuto carente in particolare nella valutazione del rischio di caduta dall’alto e nell’indicazione delle misure preventive. Le criticità riguarderebbero anche le condizioni del soppalco: parapetti assenti in più punti, sistemi di protezione verso il vuoto inadeguati, pavimentazione metallica priva di dispositivi antiscivolo, illuminazione insufficiente, assenza di indicatori di portata e carenza di segnaletica nelle aree di carico e scarico. La caduta, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe avvenuta in corrispondenza di un varco nel parapetto privo di protezioni.

L’iter giudiziario

Nel procedimento sono indicate come persone offese i familiari della vittima – il padre, la madre, il fratello e la sorella, assistiti dagli avvocati Aldo Ferraro e Antonio Procopio – che potranno costituirsi parte civile. Sarà ora il giudice dell’udienza preliminare a decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre il processo. In aula, il 24 marzo 2026, si stabilirà se quella morte debba approdare a dibattimento e se vi siano responsabilità penali da accertare. (g.curcio@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x