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Indagini in corso

Il mistero dei 100 chili di hashish sulle spiagge del Lametino: sospetti su un unico carico disperso in mare e non recuperato

Due carichi tra Gizzeria e Curinga oltre al ritrovamento di un barchino per un valore che supererebbe il milione di euro. Dietro potrebbe esserci un’unica filiera

Pubblicato il: 05/03/2026 – 17:04
di Giorgio Curcio
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Il mistero dei 100 chili di hashish sulle spiagge del Lametino: sospetti su un unico carico disperso in mare e non recuperato

LAMEZIA TERME È ancora presto per stabilire se esista una correlazione, ma in questo caso due indizi potrebbero già fare una prova. Potrebbe infatti esserci un collegamento tra il ritrovamento, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, di due carichi di droga sul litorale tirrenico catanzarese.

I ritrovamenti

Il primo “pacco” è stato trovato nei giorni scorsi sulla spiaggia di Gizzeria. Il comunicato è del 2 marzo, ma la scoperta risalirebbe a qualche giorno prima: 360 panetti di hashish stipati all’interno di un involucro recuperato dagli agenti della Polizia di Stato, per un totale complessivo di circa 38 chili. Una scoperta sorprendente per gli operatori della Questura di Catanzaro, intervenuti sul posto insieme alle unità cinofile di Vibo Valentia e Napoli e al personale della Squadra mobile.
Il 24 febbraio scorso, però, era già avvenuto un altro ritrovamento anomalo. Questa volta sulla spiaggia di Curinga, non lontano dal litorale di Gizzeria. Qui – dopo la segnalazione di due cittadini – il personale della Capitaneria di porto di Vibo Valentia e dell’Ufficio locale marittimo di Pizzo ha recuperato un pacco ben sigillato contenente diversi panetti di droga. Le successive analisi condotte dalla Guardia di finanza hanno accertato la presenza di hashish per un quantitativo complessivo di circa 62 chili.

Il confezionamento dei carichi

Un altro elemento che potrebbe rafforzare l’ipotesi di un collegamento tra i due ritrovamenti riguarda proprio il confezionamento dei pacchi recuperati sulle spiagge. Dalle immagini diffuse dalle forze dell’ordine emerge infatti una struttura molto simile: blocchi compatti, sigillati con materiali impermeabili e dotati di sistemi di presa utili per il recupero in mare. Una tecnica spesso utilizzata nei traffici via mare, quando i carichi vengono gettati in acqua per essere recuperati successivamente dalle imbarcazioni. A colpire è anche la presenza di una fascia verde ben visibile sul rivestimento dei pacchi, un dettaglio che nei traffici di hashish può avere una funzione di riconoscimento della partita o del gruppo che ha organizzato la spedizione. Un elemento che, pur non rappresentando una prova, potrebbe diventare uno degli aspetti su cui si concentreranno gli accertamenti investigativi per capire se i due carichi recuperati tra Gizzeria e Curinga possano effettivamente appartenere alla stessa spedizione dispersa in mare.

Valore potenziale dettaglio: oltre un milione di euro

Totale: 100 chili di hashish il cui valore di mercato – considerata la qualità e il quantitativo di principio attivo – potrebbe oscillare tra gli 800mila euro e il milione di euro (o anche di più) una volta immesso sul mercato al dettaglio. Il collegamento tra i due ritrovamenti appare più che sospetto, sia per la quantità sia per le caratteristiche dei carichi. Un quantitativo così rilevante di droga rinvenuto sul litorale lametino, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, difficilmente può essere casuale.

Le ipotesi sul mancato recupero

Come accade spesso in questi casi, i carichi vengono gettati in mare in attesa di essere recuperati successivamente. Un recupero che potrebbe non essere avvenuto per diversi motivi: un guasto all’imbarcazione, controlli delle forze dell’ordine oppure il distacco dei pacchi durante le mareggiate dei giorni scorsi che hanno sferzato la costa tirrenica, da Vibo Valentia fino al litorale cosentino. I due pacchi, per un peso complessivo di 100 chili di hashish, potrebbero quindi far parte di un’unica spedizione “massiccia” di droga dispersa proprio a causa del mare in tempesta delle scorse settimane. Al momento sono in corso le indagini coordinate dalla Procura di Lamezia Terme. Da fonti investigative – come spesso accade in questi casi – non filtra nulla, ma è probabile che gli investigatori stiano seguendo alcune tracce. A cominciare dalla “sigla” presente sui panetti di hashish, ben visibile in entrambi i sequestri, utilizzata proprio per identificare i carichi e, soprattutto, per risalire al gruppo che ha organizzato la spedizione.

Il barchino rovesciato e le indagini in corso

C’è poi un dettaglio che potrebbe aprire ulteriori scenari investigativi. Nei giorni scorsi, sempre sul litorale di Gizzeria, è stata ritrovata una piccola imbarcazione rovesciata. In un primo momento l’ipotesi era stata collegata al ritrovamento di due cadaveri nel Vibonese, lasciando immaginare che si potesse trattare di un barchino utilizzato per un viaggio della speranza. Ora, dopo il ritrovamento dei due carichi di droga, la pista potrebbe invece portare a una repentina fuga dei trafficanti. Tutte le ipotesi, insomma, restano aperte. (g.curcio@corrierecal.it)

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