Depositi costieri a Vibo Marina, bozza d’intesa per la delocalizzazione. Dal Comune ultimatum alla società
Accordo tra Ministero, Regione e Palazzo Luigi Razza che mette nero su bianco il trasferimento a Porto Salvo. Romeo: «Ora la società deve scegliere»

VIBO VALENTIA Il Comune di Vibo Valentia cambia passo e accelera per la delocalizzazione dei depositi costieri. Dopo le ultime settimane incentrate sul colloquio e sul dialogo come la Meridionale Petroli, come più volte ribadito dal sindaco Enzo Romeo, Palazzo Luigi Razza cambia approccio e prova a scoperchiare le carte mettendo alle “strette” la società. È stato infatti redatta la bozza di un Protocollo d’Intesa a firma di Palazzo Luigi Razza, Ministero, Regione, Corap, Arsai e Autorità di Sistema Portuale che prevede un impegno vincolato per la delocalizzazione dei depositi costieri. Il documento è stato inviato alla Meridionale Petroli, anche se ancora non specifica la durata esatta del periodo di transizione. «Non si tratta – ha detto Romeo – solo di un documento tecnico, ma un patto di sviluppo che mette nero su bianco il trasferimento degli impianti nell’area industriale di Porto Salvo. È una condizione di vantaggio che questa Amministrazione, con il supporto degli enti coinvolti, ha voluto offrire all’azienda per tutelare lavoro e produzione, ma a un patto chiaro: il porto deve tornare ai cittadini».
Il Comune cambia approccio
Il Comune, in un comunicato allegato allo schema d’accordo, ribadisce un «no netto» al rinnovo ventennale. Fin qui Enzo Romeo ha sempre parlato di una Meridionale Petroli disposta alla delocalizzazione, ma nel comunicato il primo cittadino sembra cambiare approccio: «Mentre la società punta a ottenere altri 20 anni di permanenza sul waterfront — un vantaggio anacronistico e ormai incompatibile con la sicurezza e lo sviluppo turistico — noi rispondiamo con la concretezza del Protocollo». La proposta sul tavolo prevede «una concessione ‘di transizione’, noi proponiamo un periodo breve di circa 30 mesi, strettamente necessario per l’avvio e il completamento della delocalizzazione. Il progetto di fattibilità resta, come è giusto che sia, a carico del concessionario privato che per decenni ha operato sul territorio».
Il documento
Nel documento si ribadisce come «il contesto urbano e socio-economico della frazione Vibo Marina è profondamente mutato nel tempo» con l’eccessiva vicinanza dell’impianto agli stabilimenti balneari e alle abitazioni. Inoltre, lo stabilimento rientra «a rischio di incidente rilevante e la relativa delocalizzazione sarebbe altamente auspicabile» come anche segnalato dall’Asp. Il Protocollo dunque mira a «definire e attuare un percorso condiviso di delocalizzazione del deposito costiero oggi ubicato nel porto di Vibo Valentia Marina, verso un sito alternativo idoneo, individuato in via preliminare nella zona industriale di Porto Salvo, salva diversa individuazione condivisa all’esito delle verifiche tecniche e procedimentali».
Il documento impegna la Meridionale Petroli a «delocalizzare l’attuale deposito stabilimento costiero di oli minerali con annessi uffici etc., sito in Vibo Valentia Marina, sulla zona ovest del porto in favore di altra area localizzata nella zona industriale di Porto Salvo». È previsto, poi, un tavolo tecnico interistituzionale per portare avanti la pratica e un monitoraggio costante della procedura. Anche Arsai e Corap si sono dette disponibili a “ospitare” nella nuova area l’impianto, ma dopo l’eventuale esito positivo delle verifiche tecniche.
Gli impegni della Meridionale Petroli
La società si impegnerebbe poi a proporre entro 60 giorni una proposta di Piano di delocalizzazione, a mantenere elevato lo standard di sicurezza fino a delocalizzazione avvenuta, a «salvaguardare i livelli occupazionali diretti e, per quanto di competenza, quelli dell’indotto, assicurando che l’eventuale trasferimento avvenga senza pregiudizio per i rapporti di lavoro in essere, nel rispetto della normativa applicabile e della contrattazione collettiva». Ma, soprattutto, a «sostenere i costi di progettazione e realizzazione degli interventi di propria spettanza, ferma restando la possibilità di attivare, ove disponibili, strumenti di cofinanziamento pubblico o agevolazioni, da disciplinarsi con successivi atti».
«Ora la Meridionale Petroli deve scegliere»
Romeo ha sottolineato come l’attivazione del tavolo ministeriale e regionale sia stato un atto di disponibilità politica straordinaria, un “Modello Vibo” che punta allo sviluppo e al futuro del porto e mette spalle al muro la società. «Abbiamo creato un percorso che prima non esisteva, superando ostacoli burocratici per offrire una via d’uscita onorevole e produttiva. Ora la Meridionale Petroli deve scegliere: o farsi protagonista del rilancio di Vibo Marina firmando l’intesa, o restare arroccata su una posizione di privilegio che la città non è più disposta a tollerare. Non permetteremo che il futuro del nostro litorale venga ipotecato per altri due decenni».
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