«No a un Csm condizionato da un’associazione privata». In Calabria la mobilitazione di Fi per il sì al referendum
A Catanzaro la prima tappa del tour regionale a sostegno della riforma della giustizia. Gli interventi di Mulè e Sisto

CATANZARO «Questa non è una riforma di parte, ma una riforma di civiltà che riguarda tutti. Introduce un principio semplice ma fondamentale: garantire finalmente un giudice davvero libero, terzo e imparziale, in un sistema di effettiva parità tra accusa e difesa». A dirlo il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, di Forza Italia, a Catanzaro, nel primo incontro del tour organizzato in Calabria da Forza Italia a sostegno del sì al referendum sulla riforma della giustizia. «In questo modo – ha proseguito Mulè – quando un cittadino entra in un’aula di tribunale non deve avere neppure l’impressione che giudice e pubblico ministero appartengano alla stessa “famiglia” o abbiano lo stesso peso nel decidere della sua vita. È quindi una riforma che aiuta la giustizia, ma soprattutto aiuta i cittadini. Un altro punto riguarda la responsabilità dei magistrati. Il giudice deve essere responsabilizzato in un sistema che oggi appare incapace non solo di punire, ma perfino di riconoscere i propri errori. Per questo l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare dovrebbe finalmente occuparsi di valutare e sanzionare comportamenti dei magistrati che oggi vengono quasi sempre considerati corretti. Eppure – ha aggiunto il vicepresidente della Camera – i numeri mostrano un problema serio: si contano circa 32.000 casi di ingiusta detenzione e, negli ultimi otto anni, quasi 7.000 casi di errori riconosciuti, a fronte dei quali soltanto nove giudici hanno ricevuto sanzioni molto lievi». Quanto alla Calabria per Mulè «il lavoro che stanno facendo Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro e tutta la dirigenza del partito dimostra quanto siamo radicati qui. Per questo sono convinto che questa regione darà un contributo importante e voterà convintamente a favore del referendum».
L’intervento di Sisto
In videocollegamento poi l’apporto del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto: «È una riforma a favore dei cittadini e dei magistrati. Il principio è semplice: il giudice deve essere diverso da chi accusa e da chi difende. Avete mai visto un arbitro della stessa città di una delle squadre? È un principio naturale, prima ancora che giuridico. Poi, la separazione delle carriere non tocca l’autonomia della magistratura: resta autonoma e indipendente. Serve solo a dare più fiducia al cittadino che entra in aula sapendo che il giudice è davvero terzo e imparziale. Quanto al Consiglio superiore della Magistratura – ha proseguito Sisto – il sorteggio tra magistrati qualificati serve a liberare il sistema dall’influenza delle correnti, perché il nostro è l’unico paese al mondo in cui una associazione privata – l’Anm – controlla un organo di rilevanza costituzionale quale il Csm. L’obiettivo non è togliere diritti ai magistrati, ma proteggere quelli bravi e indipendenti, permettendo loro di fare carriera per merito, non per appartenenza. Così – ha concluso Sisto – si restituisce dignità al Consiglio Superiore e fiducia ai cittadini nella giustizia». All’incontro di Catanzaro sono poi intervenuti, tra gli altri, il segretario regionale di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, il vicesegretario regionale Fi Emanuele Ionà e il segretario provinciale Fi di Catanzaro, Marco Polimeni. Prossima tappa del tour azzurro nel pomeriggio a Crotone. (c. a.)
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