Biagio Faragalli è il nuovo presidente della Provincia di Cosenza
La sfida tra il primo cittadino di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra e, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, dell’area di centrosinistra

COSENZA Biagio Faragalli, il primo cittadino di Montalto Uffugo e candidato del centrodestra, è il nuovo presidente della Provincia di Cosenza nella sfida per l’elezione che ha visto dall’altra parte il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, dell’area di centrosinistra.
Il confronto
Tra i temi forti della campagna elettorale – emersi di recente anche nel corso del confronto ospitato sulle nostre reti, su L’altro Corriere TV, – i conti risanati da Franz Caruso a Palazzo dei Bruzi (un modello da replicare magari per le disastrate casse della Provincia dove il debito monstre ammonta a 85 milioni certificati dalla Corte dei Conti che potrebbero arrivare alla cifra di 130 milioni secondo altri calcoli). Dal canto suo, il sindaco di Montalto Uffugo, Biagio Faragalli, ha sempre sottolineato di non “appartenere” a nessuno, rivendicando che nessuna “concorsopoli” riguarda la sua esperienza amministrativa – in risposta al recente caso bloccato dal facente funzioni Lamensa. Quella conclusa 24 ore fa, è stata una campagna elettorale breve ma intensa e improntata al fair play tra due professionisti che non hanno nella politica il loro motivo di sostentamento.
Il voto in cifre
Si è votato, oggi, dalle 8 alle 20 nella sede di piazza XV Marzo. L’elezione del presidente della Provincia è avvenuta con voto diretto, libero e segreto sulla base di candidature sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto. In base ai dati del Censimento permanente Istat, la popolazione residente nel territorio provinciale risulta pari a 674.543 abitanti: conseguentemente, il numero dei Consiglieri provinciali da eleggere è determinato in 12 (dodici).
Due le liste presentate a sostegno di ciascun candidato presidente, 21 gli aspiranti consiglieri provinciali a sostegno di Faragalli e 19 per Caruso e 1.742 tra sindaci e consiglieri comunali chiamati al voto in quella che, come noto, è una consultazione di secondo livello alla quale non partecipano i cittadini ma i loro rappresentanti.
Decisivo il voto ponderato e dunque il consenso espresso dai centri più popolosi e dai comuni della fascia D (o rossa per il colore della scheda), quelli con una popolazione tra 10mila e 30mila abitanti. Non tutti i voti, infatti, valgono allo stesso modo e il peso di ciascuna preferenza è legato alla popolazione di cui il consigliere o sindaco fa parte.
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