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diritti e politiche di genere

«No è libertà»: la Conferenza delle Democratiche e il confronto su Riforma Nordio e diritti di genere

A Crotone e Cotronei il doppio appuntamento dedicato al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimi sulla magistratura

Pubblicato il: 08/03/2026 – 16:09
di Emiliano Morrone
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«No è libertà»: la Conferenza delle Democratiche e il confronto su Riforma Nordio e diritti di genere

CROTONE Due tappe partecipate, un’unica questione al centro della discussione pubblica. Sabato 7 marzo, la Conferenza delle Democratiche ha promosso a Crotone e Cotronei il doppio appuntamento «No è libertà», dedicato al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimi sulla magistratura. Il tema è stato affrontato nella prospettiva dei diritti e delle politiche di genere.
Il primo incontro si è svolto nel pomeriggio a Crotone, negli spazi di Mara Vinarte. In serata il confronto si è spostato a Cotronei, a Palazzo Verga, edificio storico che domina il centro del paese e che per qualche ora ha ospitato una vivace discussione politica. In entrambe le tappe, la presenza del pubblico ha dimostrato che il tema suscita attenzione anche fuori dagli ambienti del diritto e dal Parlamento.

Il confronto

Fra le animatrici, Tonia Stumpo, consigliera di parità della Regione Calabria e componente dell’esecutivo nazionale della Conferenza delle Democratiche, ha chiarito il senso dell’iniziativa e precisato che l’obiettivo è portare nel dibattito sulla riforma Nordio una lettura attenta alla condizione delle donne e, più in generale, alla tutela dei diritti dei soggetti più esposti. Secondo questa impostazione, nella riforma oggetto di referendum la presenza dell’alta corte disciplinare, costituita da componenti togati e non togati selezionati con sorteggio – “senza neanche alcun riequilibrio di genere” – potrebbe per eccessiva dipendenza dall’esecutivo rischiare di mettere in crisi l’ordinamento giudiziario e le garanzie dei più deboli. Il confronto si è sviluppato con una serie di contributi diversi. Oltre alla Consigliera regionale di parità e al pm Graziella Viscomi, sono intervenuti Annagiulia Caiazza, Teresa Esposito e Filippo Sestito, con analisi che hanno riguardato il piano giuridico, quello politico e quello sociale. Il deputato dem Nico Stumpo, ha concluso entrambe le iniziative. Attuale segretario reggente della federazione provinciale del Partito democratico di Crotone, eletto dall’assemblea provinciale del partito, il parlamentare ha ricordato le fasi con cui il testo della riforma è stato definito nelle aule parlamentari. In particolare, ha detto che non è stata consentita alcuna modifica al testo originario e che la maggioranza ha imposto un percorso legislativo che a suo giudizio non ha consentito il confronto nel merito della riforma. «La maggioranza – ha osservato – ha costruito una riforma a propria immagine, senza interrogarsi fino in fondo sulle conseguenze che può avere sull’equilibrio costituzionale». Nel dibattito si è consolidata l’idea che la riforma in argomento finisca per determinare il controllo dell’esecutivo sulla giustizia. Da qui la scelta dello slogan che ha accompagnato le due iniziative. A Cotronei molte persone sono rimaste a discutere nella sala di Palazzo Verga anche dopo la conclusione formale dell’incontro. Secondo gli organizzatori, si tratta di un segno di interesse per una materia spesso confinata al dibattito tra giuristi. Il percorso politico indicato dalle promotrici guarda ora alla scadenza referendaria. L’obiettivo dichiarato consiste nel costruire un fronte largo per difendere l’impianto costituzionale esistente e tenere alta l’attenzione sulle implicazioni sociali della riforma.

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