Giustizia e carceri, il “Sì” dell’USPP al referendum. «Il pilastro per una giustizia più equilibrata»
All’incontro del sindacato presente anche il sottosegretario Wanda Ferro. «Liberare la magistratura dalla politica»

LAMEZIA TERME Efficienza giudiziaria e condizioni carcerarie, due temi legati e attorno al quale l’USSP (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria) ha voluto organizzare un incontro-confronto a Lamezia Terme, rilanciando il sostegno convinto del sindacato alla riforma della magistratura, e quindi il proprio “Sì” al prossimo referendum. Insomma, quella di oggi è stata l’occasione per accendere i riflettori sulla stretta interconnessione tra la riforma della magistratura e l’efficienza del sistema penitenziario italiano.

Moretti: «È solo il primo passo»
Il Presidente dell’USPP, Giuseppe Moretti, ha spiegato con chiarezza perché il sindacato della Polizia Penitenziaria ha scelto di schierarsi apertamente per il “Sì”. Non si tratta solo di una questione di principio, ma di una necessità funzionale. Secondo Moretti, la separazione delle carriere tra organi inquirenti e giudicanti è «il pilastro per una giustizia più equilibrata, capace di ridurre il ricorso eccessivo alla carcerazione preventiva e di velocizzare i tempi dei processi».
«La lungaggine dei procedimenti è la causa primaria del sovraffollamento», ha dichiarato Moretti, sottolineando come la riforma possa finalmente incidere sull’organizzazione generale della Polizia Penitenziaria. Il Presidente ha poi toccato un nervo scoperto: la presenza negli istituti di detenuti con problemi psichiatrici o tossicodipendenze, che dovrebbero trovare accoglienza in strutture sanitarie specifiche. «In assenza di assistenza adeguata, tutto il peso ricade sui nostri agenti. Questa riforma è il primo passo per un sistema penitenziario che non sia più l’ultima spiaggia per chi non dovrebbe starci».
Ferro: «Liberare la magistratura dalla politica»
A raccogliere l’appello è stata l’Onorevole Wanda Ferro, Sottosegretario all’Interno, che ha lodato l’iniziativa del sindacato come fondamentale momento di informazione. Ferro ha criticato l’approccio del centrosinistra e dei sostenitori del “No”, accusandoli di non voler entrare nel merito tecnico di una riforma attesa da oltre ottant’anni. «Vogliamo liberare la magistratura dalla politica e garantire una reale distinzione tra chi accusa e chi giudica – ha affermato il Sottosegretario – ricordando i dati preoccupanti degli errori giudiziari: circa mille casi tra il 2018 e il 2024. «Siamo convinti che più informiamo i cittadini, più questi potranno esprimersi con consapevolezza il 22 e 23 marzo. Il popolo sovrano deve sapere quanti errori sono stati purtroppo compiuti dalla magistratura». Per Wanda Ferro, votare “Sì” significa non solo tutelare il cittadino da potenziali torti, ma anche allineare finalmente l’Italia agli standard degli altri Paesi europei. «Non pretendiamo di risolvere ogni problema con un solo intervento, ma la separazione delle carriere è il punto di partenza per restituire credibilità e fiducia nelle istituzioni». (Gi.Cu.)
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