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Libeccio

‘Ndrangheta, estorsioni e droga: l’ombra dei clan Arena, Manfredi e Nicoscia da Isola a Crotone

Nel mirino supermercati e imprese edili, il pizzo anche al circo e danni per 500mila euro. L’indagine “della Dda svela il controllo asfissiante delle cosche

Pubblicato il: 10/03/2026 – 10:52
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‘Ndrangheta, estorsioni e droga: l’ombra dei clan Arena, Manfredi e Nicoscia da Isola a Crotone

CROTONE Nelle prime ore di questa mattina è scattata una vasta operazione antimafia denominata “Libeccio” che ha interessato i territori di Crotone e Isola di Capo Rizzuto. L’intervento è stato condotto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Crotone, insieme al Reparto Anticrimine del ROS di Catanzaro e alla Compagnia di Crotone, supportati da reparti cinofili, elicotteri e dallo Squadrone Cacciatori di Vibo Valentia. Le misure cautelari hanno riguardato 19 persone, di cui 18 sono finite in carcere e una agli arresti domiciliari; tra queste, cinque soggetti erano già detenuti per altre cause.

I nomi

In carcere sono finiti: Capicchiano Rosario, Catanzaro Antonio, Comberiati Pietro, Fazio Giuseppe, Gentile Tommaso, Guarino Salvatore Nicola, Lentini Antonio, Liberti Giuseppe Francesco, Manfredi Antonio, Manfredi Luigi, Manfredi Pasquale, Morelli Bruno Simone, Morelli Luigi, Passalacqua Giuseppe, Perziano Daiane, Serapide Carmine, Verterame Luigina, Vittimberga Giuseppe. Ai domiciliari: Morelli Antonio.

“Libeccio”

L’inchiesta ha acceso i riflettori sulle dinamiche criminali del “Locale” di Isola di Capo Rizzuto, documentando la capacità delle cosche Arena, Manfredi e Nicoscia di riorganizzarsi rapidamente nonostante i duri colpi subiti nelle precedenti operazioni “Blizzard”, “Folgore” e “Black Flower”. Grazie al contributo di undici collaboratori di giustizia e ad attività tecniche avviate nel gennaio 2024, gli inquirenti hanno mappato i nuovi organigrammi dei clan, formati da elementi veterani e nuove leve che potevano contare sul supporto dei familiari dei detenuti.

Le estorsioni aggravate

Sul fronte delle attività illecite, l’indagine ha documentato cinque episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Particolarmente rilevante è il taglieggiamento subito da un noto circo itinerante durante la sua permanenza a Isola di Capo Rizzuto nel giugno 2024, oltre alle pressioni esercitate su un panificio, un supermercato di una catena internazionale e diverse imprese edili. In un caso specifico, i danni causati dal sabotaggio dei veicoli di una società attiva nella realizzazione di impianti elettrici sono stati stimati in circa 500.000 euro.

Il traffico di droga

L’operazione ha inoltre svelato un complesso sistema di traffico di stupefacenti. Le cosche si approvvigionavano di hashish ed eroina tramite canali napoletani, reggini e albanesi, questi ultimi attivi nella periferia di Milano, come confermato dal sequestro di oltre un chilo di eroina effettuato a Scandicci nell’ottobre 2024. I proventi alimentavano una “bacinella” comune, utilizzata per garantire il sostentamento economico e l’assistenza legale alle famiglie degli associati finiti in carcere. (redazione@corrierecal.it)

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