Cosenza calcio, tifosi e istituzioni uniti: «Realtà ormai lacerata, cambio di società necessario» – VIDEO
Riunione tra amministrazione comunale e tifoseria. Caruso annuncia verifiche sulla convenzione dello stadio e l’apertura di un confronto con sindaci, presidente della Provincia, prefetto e la holding…

COSENZA Se al posto di Eugenio Guarascio alla guida del Cosenza calcio ci fosse stato un altro presidente, l’incontro andato in scena oggi tra tifoseria organizzata e amministrazione comunale sarebbe probabilmente bastato per trarre le più ovvie e naturali conclusioni. Quando una città, una provincia, le istituzioni e i tifosi parlano con una sola voce, chiedendoti di cedere il club, il segnale è difficile da ignorare. Attorno al futuro del calcio cosentino, però, la sensazione diffusa è che quel messaggio continui a rimbalzare contro un muro di gomma.
È stato questo il clima dell’incontro, durato oltre due ore, convocato oggi pomeriggio dall’amministrazione comunale per affrontare una situazione che ormai non è più solo sportiva con una rottura tra le due parti oramai insanabile.
Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati rappresentanti della tifoseria organizzata, amministratori locali e giornalisti, in un confronto acceso ma segnato da un elemento comune: la volontà condivisa di trovare una soluzione.
Alla riunione hanno preso parte il sindaco di Cosenza Franz Caruso, gli assessori Giovanni Orrico e Pasquale Sconosciuto, il consigliere regionale Francesco De Cicco, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca. Presenti anche il sindaco di Carolei Francesco Iannucci, invitato come esperto per il suo passato da dirigente rossoblù, e il sindaco di Rovito Giuseppe De Santis.


Le parole del sindaco: verifiche sulla concessione dello stadio
Al termine del confronto, il sindaco Franz Caruso, ha annunciato un approfondimento su tutti gli aspetti tecnico-legali della concessione dello stadio “San Vito-Marulla”. «L’impegno – ha spiegato – è quello di approfondire tutti gli aspetti tecnico-legali legati alla convenzione dello stadio sottoscritta con il Cosenza calcio, in modo particolare l’articolo 19, per verificare se si sono realizzate le condizioni per procedere eventualmente a una revoca della concessione stessa».
Dal confronto, ha aggiunto il primo cittadino, è emersa «in modo inequivocabile una volontà comune non solo del tifo organizzato ma di un’intera comunità che va oltre i confini della città capoluogo e che abbraccia tutta la provincia: quella di arrivare a un atto risolutivo di una situazione che si trascina da tempo e che ha provocato una lacerazione tra i rappresentanti del Cosenza calcio e la comunità». Caruso ha anche proposto di coinvolgere tutte le istituzioni del territorio: «Intendo riunire tutte le rappresentanze istituzionali, dai sindaci al nuovo presidente della Provincia Faragalli, per sostenere insieme la richiesta che arriva dai cittadini: un cambio di società, perché non ci sono più le condizioni per tornare allo stadio a sostenere i colori rossoblù». Il sindaco ha inoltre annunciato un passaggio con il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano: «Quello che sta accadendo non è più soltanto un fatto sportivo ma una questione che può riguardare anche la prevenzione e la sicurezza del territorio». Infine l’intenzione di convocare, dopo la fine del campionato e prima dell’eventuale fase playoff, Ortensia Guarascio, presidente della holding 4LG e sorella del presidente Eugenio Guarascio, «per capire realmente le intenzioni del gruppo sulla proprietà, la gestione e l’eventuale vendita del club». «Oggi – ha concluso – si è registrato un clima molto unitario. Tutti insieme andremo in un’unica direzione, nel rispetto delle regole e dei rapporti giuridici tra pubblica amministrazione e società privata».
La voce della tifoseria
Il confronto era iniziato con gli interventi dei rappresentanti del tifo organizzato. Il Centro Coordinamento Club ha sottolineato come la tifoseria sia oggi più compatta che mai: «Da tempo chiediamo che Guarascio vada via. Sembra di avere a che fare con una società dilettantistica, con una disorganizzazione totale anche nel settore giovanile».
Lungo e accorato l’intervento di Pietro Garritano del gruppo ultras Anni Ottanta. «L’immagine della Cosenza sportiva oggi è danneggiata a livello nazionale. Lo stadio San Vito-Marulla è diventato una vergogna. In quindici anni cosa ha costruito questa proprietà? Il settore giovanile è a pezzi e tanti giovani cosentini sono costretti ad andare a giocare altrove».


Garritano ha ricordato anche l’incontro al cinema San Nicola dello scorso settembre: «Lo abbiamo voluto noi per dimostrare la vera faccia di Guarascio. Lì abbiamo dimostrato che sono state raccontate tante menzogne». Poi l’appello finale: «Sindaco, questa situazione non la tolleriamo più. Cosenza sta portando avanti una protesta senza precedenti, che tutta Italia ci invidia e imita. Il Cosenza va liberato».
Sulla stessa linea l’intervento di Gianni De Buono degli ultrà della Curva Sud: «Guarascio deve andare via. Non lo chiedono più soltanto le curve: lo stadio è vuoto, la gente si è allontanata. C’è un disinteresse incredibile nonostante la squadra sia terza in classifica. I bambini si stanno allontanando dal calcio cosentino».
De Buono ha poi aggiunto: «Siamo disposti anche a consegnargli le chiavi della città, ma per andarsene. Se lei, sindaco, vorrà muoversi concretamente in tal senso, avrà tutta la tifoseria al suo fianco».
Anche Antonello Aprile dell’associazione Cosenza nel Cuore ha ribadito la compattezza della città: «Tutta Cosenza ha un solo pensiero. Per questo chiediamo di interpellare la Holding 4LG: sappiamo che la sorella di Eugenio Guarascio Ortensia da tempo cerca di convincere il fratello e l’amministratore unico Scalise a cedere il club».
Il ruolo dell’informazione e il tema sociale
All’incontro ha preso parte anche la stampa locale. È stato sottolineato come, a causa della protesta dei giornalisti, alle conferenze stampa del tecnico Antonio Buscè ormai partecipi un solo cronista. Un segnale che, secondo molti presenti, conferma come la vicenda abbia ormai assunto una dimensione che va oltre il calcio.

Il confronto sulle possibili strade
Durante il dibattito sono emerse diverse ipotesi tecniche. Il consigliere comunale di Luzzi Giuseppe Giorno ha sostenuto che «convenzione e nulla osta per l’utilizzo dello stadio sono due atti diversi» e che sarebbe possibile negare il nulla osta in vista della prossima iscrizione al campionato. Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca ha però ricordato che i due aspetti sono collegati, pur assumendo l’impegno di convocare il Consiglio comunale qualora emergessero le condizioni per una revoca della concessione. Il sindaco di Carolei, Francesco Iannucci, ha invece ipotizzato una soluzione radicale: «Bisogna pensare anche alla possibilità di creare una nuova società».
Il primo cittadino di Rovito Giuseppe De Santis ha parlato di «problema sociale gravissimo», chiedendo il coinvolgimento del neo presidente della Provincia Faragalli.
Anche il consigliere regionale Francesco De Cicco ha ribadito la necessità di un’azione definitiva condivisa: «Io ho sempre contestato questa società, sia per la gestione dei rifiuti sia per quella della squadra di calcio cittadina. Dobbiamo firmare un documento in cui tutti i sindaci chiedono alla società di andare via».
L’unità della città
A chiudere definitivamente il confronto è stato ancora Franz Caruso: «Siamo tutti uniti sulla stessa linea: Guarascio deve andare via. Al di là delle inadempienze sulla concessione dello stadio dobbiamo trovare altre formule». Il sindaco ha quindi manifestato la volontà di coinvolgere prefetto, sindaci e Provincia per valutare ogni possibile strada: «L’obiettivo è arrivare anche a un confronto diretto per chiudere questa lunga parentesi del calcio cosentino. Se c’è una cosa in cui è riuscito Guarascio, è stata quella di unire un’intera comunità contro di lui. Per il resto ha fallito su tutta la linea».
Un passaggio che ha sintetizzato il senso dell’incontro: al di là delle differenze di ruolo, istituzioni e tifosi vogliono muoversi nella stessa direzione, convinti che il futuro del calcio rossoblù debba passare da una nuova fase. Un fronte comune che raramente si era visto con tale compattezza nella storia recente della città. (f.veltri@corrierecal.it)