Konecta-Ex Abramo, disavanzo da 6 milioni e confronto aggiornato ad aprile. La Regione punta sulla dematerializzazione
Il calendario dei prossimi passi è già fissato: un incontro di monitoraggio il 26 marzo e un nuovo confronto plenario il 9 aprile

Si è concluso senza una risoluzione definitiva l’ultimo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) riguardante la vertenza Konecta R., l’azienda che ha rilevato le attività dell’ex Abramo Customer Care. L’azienda ha scelto di non attivare nell’immediato il ricorso alla cassa integrazione, sebbene l’ipotesi resti sul tavolo per l’inizio del prossimo mese, quando le parti torneranno a confrontarsi. L’unico segnale di distensione per gli 856 dipendenti di Crotone, Rende e Settingiano è rappresentato dallo sblocco di una mensilità destinata agli operatori impegnati nella digitalizzazione sanitaria. Questo parziale passo avanti non attenua, tuttavia, la complessità del quadro finanziario: Konecta R. ha denunciato un disavanzo di gestione di circa 6 milioni di euro e un carico di lavoro residuo stimato in sole otto o nove settimane, sollecitando garanzie immediate a Ministero e Regione Calabria.
Dall’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese sono arrivate rassicurazioni circa lo stanziamento di fondi e l’attivazione di un tavolo permanente per ricercare soluzioni strutturali. Sono infatti in corso interlocuzioni con l’Istituto Poligrafico dello Stato per la dematerializzazione dei documenti e contatti con partner come Tim e Fibercop per alleggerire la pressione sulla commessa principale. Proprio nei giorni scorsi, il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore Calabrese avevano incontrato i sindacati per fare il punto sulla vicenda Konecta-Ex Abramo. Al centro del confronto, l’andamento del progetto di digitalizzazione e la necessità di blindare il futuro degli operatori coinvolti. In quell’occasione, il governatore ha ribadito la validità di un percorso che considera lungimirante: un modello che, nelle intenzioni della Regione, potrebbe trasformarsi in uno sbocco occupazionale decisivo per l’intero settore dei call center, oggi travolto da una crisi sistemica.
I sindacati di categoria hanno accolto con cautela l’evoluzione del dialogo, ribadendo l’urgenza di una stabilità definitiva le famiglie coinvolte. Il calendario dei prossimi passi è già fissato: un incontro di monitoraggio il 26 marzo e un nuovo confronto plenario il 9 aprile. (redazione@corrierecal.it)
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