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armonia ritrovata

Pd Cosenza, il ritorno dei “ribelli” e l’affondo ad Adamo e Bruno Bossio. «Il partito gestito come “Non è la Rai”»

Graziadio, Trecroci e Tinto tornano nel gruppo dem in Consiglio comunale. «C’è aria nuova, da minoranza siamo diventati maggioranza» e Lettieri «resterà»

Pubblicato il: 14/03/2026 – 12:57
di Fabio Benincasa
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Pd Cosenza, il ritorno dei “ribelli” e l’affondo ad Adamo e Bruno Bossio. «Il partito gestito come “Non è la Rai”»

COSENZA «Siamo tornati dopo la guerra, a distanza di due anni e mezzo, dalla decisione di staccarci da un partito, quello democratico, che facevamo fatica a riconoscere». Francesco Graziadio, Aldo Trecroci e Gianfranco Tinto, consiglieri comunali di Cosenza, fanno ritorno – come ampiamente annunciato – a «casa». La decisione di formare il gruppo consiliare Democrazia e partecipazione nasceva dalla volontà di prendere le distanze da uomini e donne che «per 30 anni hanno gestito il partito cosentino» e additati come «principali responsabili dell’attuale situazione». Il riferimento, mai velato, è a Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio, Carlo Guccione e Mimmo Bevacqua. A pronunciare nomi e cognomi è Francesco Graziadio, in apertura della conferenza stampa convocata in un bar a pochi passi dal municipio bruzio, lo stesso dal quale i tre “ribelli” avevano deciso di annunciare l’addio in ai dem.

«Il Pd è cambiato, c’è aria nuova»

«In questi anni, il Pd è cambiato», un segnale forte è arrivato quando «al Comune si è concretizzata la frattura – il 19 dicembre 2025 – con Francesco Alimena» e con il congelamento del rapporto di fiducia tra il sindaco e «Luigi Incarnato, avvenuto già nelle settimane precedenti», sostiene Graziadio. «C’è aria nuova e le cose sono cambiate in meglio – aggiunge – siamo consapevoli del fatto che manchi un anno alle elezioni comunali, ma affrontiamo questo percorso con maggiore ottimismo e invitiamo tutti gli scontenti a fare ritorno nel Pd». In tante occasioni si è parlato di un necessario rinnovamento del partito cosentino, tutti progetti miseramente abortiti. Il new deal non si è mai realmente concretizzato. Il prossimo capogruppo dem in Consiglio comunale suggerisce un elemento di novità. «Per la prima volta, sono stati eletti quattro consiglieri provinciali e nessuno fa riferimento a Nicola Adamo, Carlo Guccione o Mimmo Bevacqua» e quando Adamo e Bruno Bossio «hanno perso il congresso, hanno immediatamente gettato ombre sul rinnovamento. Le recenti Provinciali, al netto della sconfitta di Caruso per un paio di voti, hanno dimostrato l’esatto contrario».

«Il Pd cosentino per anni gestito come “Non è la Rai”»

Tocca ad Aldo Trecroci prendere la parola. L’incipit dell’intervento è rivolto ancora una volta ad Adamo e Bruno Bossio. «Per troppo tempo il partito è stato in mano a loro, ci veniva chiesto di votare a comando e si demandava ad una gestione che ricorda quanto accadeva nel programma “Non è la Rai”, quando Ambra Angiolini riceveva istruzioni da Gianni Boncompagni». L’affondo del consigliere è duro. «Non riuscivo a sopportare questa situazione. Non sono abituato all’obbedienza cieca» e oggi invece «abbiamo trovato un gruppo di persone costrette ai margini del partito ma pronte a rientrare». Trecroci riserva una stoccata anche a Francesco Alimena, ieri in una nota ha annunciato le proprie dimissioni da capogruppo Pd in consiglio comunale. «I ruoli oggi sono ribaltati, prima eravamo minoranza, Graziadio diventerà Capogruppo e l’inversione delle posizioni è evidentemente sfuggita ad Alimena». La chiosa è affidata a Gianfranco Tinto. «Il Pd che fa parte di questa amministrazione si è finalmente compattato. Il nostro ritorno è il segnale più evidente dell’armonia ritrovata», sostiene il consigliere. Che avverte: «Non consentiamo e non consentiremo a nessuno di distruggere tutto quello che abbiamo costruito».

I messaggi al segretario provinciale Lettieri

Le dimissioni (mai smentite) di Matteo Lettieri dalla guida della Federazione Provinciale del Partito democratico di Cosenza sono “respinte” dai tre consiglieri, decisi a sollecitare il segretario ad un ripensamento. «Lettieri deve accelerare il processo di cambiamento e portare avanti la democratizzazione del partito. Più di qualcuno è pronto a tesserarsi», osserva Trecroci. Netto il passaggio di Graziadio. «Matteo Lettieri non andrà via perché chi raccoglie le firme per cacciarlo non rappresenta la maggioranza. Convocheremo l’assemblea e dimostreremo di avere i numeri». (f.benincasa@corrierecal.it)

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