Comune di Catanzaro, l’ultimo “scoglio” per Fiorita. Ma alla fine anche stavolta arriverà il salvagente…
Domani seduta sul bilancio, per il sindaco il solito dilemma dei numeri. Ma il centrodestra ha annacquato i bollenti spiriti

CATANZARO Per quanto la situazione si sia abbastanza “normalizzata” dopo che il tentativo della “spallata” al sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita da parte di alcune forze di opposizione alla fine non è riuscito, dalle parti di Palazzo De Nobili ancora non si dormono sonni completamente tranquilli. Il voto anticipato è stato scongiurato, in ogni caso se ne parlerà nel 2027, alla scadenza naturale, ma per la maggioranza-minoranza che sostiene l’amministrazione guidata da Fiorita resta il solito dilemma, quello che fin dal primo giorno di questa tormentata consiliatura ha accompagnato i passi al Comune: trovare comunque i numeri necessari per evitare di cadere. E il dilemma c’è anche in queste ore che separano dalla seduta dell’aula rossa in programma domani dedicata al bilancio, anche se le avvisaglie e soprattutto l’esperienza di questi ultimi anni e poi il proverbiale istinto di conservazione e di sopravvivenza che alberga nell’animo di gran parte dei consiglieri comunali in carica fanno ritenere che anche stavolta Fiorita la scavallerà. Certo, il passaggio è delicato, perché il bilancio è l’atto politico per eccellenza e se non lo si approva non ci sono santi che tengono: si va tutti a casa. E i numeri sono quelli che sono. Per Fiorita i voti ritenuti sicuri sono 11, se si tengono in conto i consiglieri della coalizione di centrosinistra, quelli eletti nel suo schieramento nel 2022. Sul piano teorico, sull’altro versante ci sono i 15 voti di coloro che avevano firmato la “promessa” di dimettersi per far cadere il sindaco se si fosse arrivati a 17: quasi tutta Forza Italia, i due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, l’unico consigliere della Lega “ufficiale”, due di Azione e Valerio Donato di Rinascita. Tra questi due poli, il “mondo di mezzo”, quello dei cosiddetti “responsabili” (?), esponenti di centrodestra (molti sono vicini al vicepresidente della Regione, il leghista Filippo Mancuso), che finora hanno, direttamente o indirettamente, tenuto a galla Fiorita e la sua amministrazione.
Come finirà la seduta?
Secondo la gran parte degli osservatori e di chi conosce bene le dinamiche politiche (che spesso di politico non hanno nulla) di Catanzaro, alla fine al momento del voto sul bilancio come d’incanto l’aula si svuoterà, per i motivi più assortiti (e pure improbabili), e magari si svuoterà anche dal versante dell’opposizione “dura e pura“, che in effetti dovrebbe spiegare eventualmente perché farebbe finire anticipatamente la consiliatura e arrivare un commissario per oltre un anno, regalando al centrosinistra e a Fiorita un ottimo argomento per la campagna elettorale. E bisogna registrare che l’impressione è quella di un centrodestra che ha parecchio raffreddato i bollenti spiriti e l’ardore anti-Fiorita (peraltro non unanimemente condiviso) di qualche settimana fa. Insomma, forse è solo una “manfrina” a Palazzo De Nobili: quel che è certo è che il bilancio è l’ultimo scoglio che Fiorita deve superare per proseguire nella sua guida al Comune. Il tema vero resta questo: come proseguirla? I “bene informati” sostengono che dopo questa fase, e dopo le Provinciali di fine marzo, Fiorita potrebbe procedere a un rimpasto di fine consiliatura, con l’avvicendamento di 2-3 assessori, ma tanti altri sostengono che alla fine potrebbe lasciare le cose come stanno, a parte qualche rimodulazione delle deleghe. Anche perché il centrosinistra e il Pd non è che lo aiutino granché e far entrare in Giunta un esponente del “mondo di mezzo” – è un’ipotesi che circola a Palazzo De Nobili – legittimerebbe la critica nemmeno tanto velata a Fiorita di avere in realtà un accordo “sottobanco” con esponenti del centrodestra (Mancuso in primis) per arrivare indenne a scadenza naturale. Un rompicapo, non c’è dubbio, per il sindaco, che tra l’altro è chiamato anche e soprattutto a pensare a come cambiare passo in questi mesi più che a come sistemare questa o quella casella. (a. c.)
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