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“manovre” a palazzo de nobili

Il “limbo” di Catanzaro. Fiorita studia i piani A e B, per il centrodestra la “conta” alle Provinciali

Il sindaco, che considera l’ipotesi di ricandidarsi, valuta un rimpasto ma potrebbe anche non cambiare nulla. Nel centrodestra tregua armata aspettando il voto per Palazzo di Vetro

Pubblicato il: 22/03/2026 – 19:06
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Il “limbo” di Catanzaro. Fiorita studia i piani A e B, per il centrodestra la “conta” alle Provinciali

CATANZARO Il limbo della politica a Catanzaro. Archiviata la fase comunque tesa del tentativo di “spallata” al sindaco Nicola Fiorita da parte di un vasto gruppo dell’opposizione trainato soprattutto da Forza Italia, e aggirato indenne lo “scoglio” del bilancio da parte dello stesso Fiorita grazie al sostegno di una pattuglia di consiglieri comunali del “mondo di mezzo”, è tempo di riflessioni per le forze politiche, sia di centrosinistra che di centrodestra. Il voto anticipato è stato definitivamente scongiurato, quindi l’orizzonte elettorale resta quello naturale del 2027. Questo non significa che sia tutto fermo, ma ora c’è un momento di decantazione, in attesa degli step che comunque arriveranno nelle prossime settimane, subito dopo le Provinciali in programma sabato.

Fiorita e il centrosinistra

Per quanto riguarda la coalizione di Fiorita, al momento si registra un sindaco uscito rinfrancato e anche rafforzato dalle ultime serrate settimane ma anche piuttosto criptico sulle sue mosse future. I “bene informati”, per alcuni aspetti “ispirati” dallo stesso Fiorita, sostengono che il sindaco dopo Pasqua possa procedere anche ad un ritocco della sua giunta, magari un rimpasto di 2-3 elementi, ma in realtà gli ultimi segnali inducono a ritenere che alla fine il sindaco potrebbe limitarsi soltanto a una rimodulazione per linee interne della sua squadra di governo, con qualche rimescolamento di deleghe. In questa ultima direzione a esempio sarebbe orientato anche il Pd, che a Fiorita avrebbe consigliato di lasciare le cose come stanno anche per non stressare ancora un centrosinistra che comunque è in perenne difficoltà, con le solite divisioni dem che puntualmente si scaricano sui giornali e sui siti (ma intanto il Pd avrebbe “blindato” la posizione in giunta della vicesindaco Giusy Iemma, data in bilico fino a qualche giorno fa). Elemento di riflessione sul tavolo è anche il possibile ruolo che potrebbe essere riconosciuto a quel “mondo di mezzo” che ha consentito a Fiorita di scavallare tutte le crisi compresa l’ultima: elemento di riflessione ma anche potenziale detonatore di ulteriori conflitti nel fronte progressista. In ogni caso, Fiorita, che comunque sta accarezzando l’ipotesi della sua ricandidatura a sindaco, studia le mosse: ma se ne parlerà dopo le Provinciali.

Centrodestra

Provinciali che invece secondo gli analisti saranno la cartina di tornasole sullo stato di salute del centrodestra, uscito dalle ultime vicende del Comune diviso e senza bussola. Forza Italia ha provato a forzare mano e tempi trovando una adesione molto tiepida e formale degli alleati e non riuscendo a convincere il “mondo di mezzo” a far cadere Fiorita, restando con il classico cerino in mano. Nel mirino degli azzurri ora c’è soprattutto la Lega di Filippo Mancuso, additato da Fi – non pubblicamente ma è così – come il “freno”, anzi il “tappo”, all’operazione voto anticipato. Nel centrodestra c’è in questi giorni aria di tregua (armata), ma l’impressione è che le Provinciali di sabato siano l’occasione giusta per la “conta” e forse anche per una prima “resa dei conti”. (a. cant.)

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