I giovani difendono la Costituzione dagli autoritarismi
Dalla partecipazione alla protesta, la gioventù riscopre il senso civico

Devo ancora una volta riconoscere la bellezza della gioventù, con la sua forza vitale, la passione autentica per il progresso ed il futuro nelle loro mani!
Una forza sottovalutata dai più, addormentati sulla fatalità, su un astensionismo galoppante che da molti intellettuali s’ipotizzava anche questa volta!
Eccoli qui ,invece, con il loro profumo di coerenza e visione autentica, con lo slancio e l’impeto spesso scambiato per fanatismo pernicioso, eccoli qui a salvare i fondamenti della nostra Costituzione!
E fra questi, per prima, l’indipendenza della magistratura, decisiva nella separazione dei poteri.
Somigliano questi giovani ai ragazzi, martiri sulle montagne della lotta partigiana, dove, non a caso, Calamandrei chiedeva di andare a cercare le radici della nostra Carta!
E con loro i nostri valori si confermano vivi e vegeti: guai a sottovalutarli, guai a schernirli, guai a travisarli, guai a caricarli con i manganelli, si faranno sentire più forti che mai, nelle piazze come nelle urne, contro i calcoli e le strategie!
Guai a volerli imbrigliare nelle scuole di partito, come piccoli quadri furbetti: loro camminano per le nostre vie, liberi e solo apparentemente disorganizzati.
Sono felice – ed anche commosso – nel vedere che lentamente stanno lasciando l’individualismo esasperato, l’”onanismo telefonico” per tornare al confronto sulle questioni essenziali della vita democratica del Paese.
Non sottovalutiamo, dunque, il loro giudizio; è un verdetto degli italiani di oggi e soprattutto di domani, non facciamo di tutte l’erbe un fascio.
Riconosciamoli.
Grazie ragazzi,
a Voi dico: «uniamoci a coorte siam pronti alla morte l’Italia chiamò!».
*Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
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