Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 10:23
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

le opinioni

Referendum, l’effetto Gratteri su Campania e Calabria, su Catanzaro e Napoli

L’onda del No travolge le previsioni: tra Calabria e Campania, il carisma di Gratteri spinge gli elettori a difendere la Costituzione

Pubblicato il: 24/03/2026 – 9:00
di Sergio Dragone
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Referendum, l’effetto Gratteri su Campania e Calabria, su Catanzaro e Napoli

Forse non è stato proprio un referendum pro o contro Gratteri, ma sicuramente un “effetto Gratteri” si è abbattuto sul voto referendario che ha respinto la riforma costituzionale sulla giustizia. E bisogna partire dall’esito nelle due regioni e nelle due città-simbolo dove il Procuratore ha esercitato le sue funzioni: Calabria e Campania, Catanzaro e Napoli.
Il voto campano era probabilmente scontato, anche se nessuno immaginava proporzioni così clamorose: il 65,22% per il NO in regione e una specie di plebiscito nella città partenopea dove i contrari alla riforma hanno superato il 75,49%. Il radicamento del campo largo, confermato dalla recente vittoria di Roberto Fico alle regionali, non spiega compiutamente quanto avvenuto.
Più complicato leggere e interpretare il voto calabrese che, sulla carta, vedeva nettamente favorito un centrodestra fresco della vittoria alle regionali di ottobre e un campo largo praticamente inesistente. Senza contare che le forti dichiarazioni di Gratteri (“per il SI voteranno mafiosi, indagati e massoni deviati”) avevano suscitato sdegnose reazioni da parte di esponenti del centrodestra che avevano invocato una indignata risposta nelle urne. Che è arrivata, ma di segno contrario, visto che il NO ha prevalso con una percentuale del 57,26%, più di tre punti più della media nazionale. Un dato netto, ma non uniforme, perché una provincia, quella di Reggio Calabria, ha assegnato un vantaggio al SI con una percentuale finale del 53,10%. Reggio Calabria, per la cronaca, è l’unica provincia di Mezzogiorno ed Isole in cui il SI si afferma. Materiale per gli analisti.

Il voto nelle città calabresi

L’altra città-simbolo di Gratteri, Catanzaro, dove peraltro il centrodestra ha avuto percentuali bulgare alle ultime regionali e dove il centrosinistra è poco più di una sigla, ha tributato un inaspettato 61,46% al NO. Altre due grandi città calabresi, Cosenza e Crotone, hanno superato di slancio il 60% di NO.
Nessuna intenzione da parte mia di santificare il Procuratore Gratteri che pure non è stato esente da errori nella sua permanenza alla guida della Procura di Catanzaro. E’ però indubbio che sulla riscossa del NO ci abbia messo la faccia, esponendosi ad attacchi concentrici, alcuni anche feroci, proponendosi come scudo di difesa della Costituzione repubblicana. Non riesco, con tutta la buona volontà, ad attribuire particolari meriti per l’affermazione del NO in Calabria ad un campo largo praticamente impalpabile e pieno di contraddizioni, a cominciare dai numerosi esponenti del PD che si sono schierati apertamente per la riforma Nordio.
Il NO calabrese è stata un’onda anomala. Basta un esempio per tutti. A San Giovanni in Fiore, dove sia l’amministrazione targata Forza Italia che l’influente ex presidente della Regione Mario Oliverio convergevano per il SI, la riforma è stata travolta dal 68,60% dei votanti. Se il centrodestra calabro deve incassare quella che è comunque una bruciante sconfitta, il campo largo non può esultare più di tanto perché il risultato non sarebbe stato lo stesso senza l’effetto Gratteri, senza i giovani che nessuno “ha visto arrivare”, senza la passione di tanti cittadini che hanno voluto difendere la Carta Costituzionale e l’immagine di una Calabria onesta e legalitaria.

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x