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un traguardo importante

Cirò, si chiude il Concours mondial de Bruxelles: passaggio di consegne con la Loira

Nell’area che storicamente rappresenta la vocazione vitivinicola calabrese, la tre giorni ha certificato la dimensione internazionale dei vini

Pubblicato il: 29/03/2026 – 12:41
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Cirò, si chiude il Concours mondial de Bruxelles: passaggio di consegne con la Loira

CIRO’ Il Concours mondial de Bruxelles si trasferisce nella regione francese della Loira. Il passaggio di consegne è avvenuto nell’ultima sessione delle tre giornate di degustazioni. A Cirò, in quell’area che storicamente rappresenta la vocazione vitivinicola calabrese, la tre giorni ha certificato quella che è ormai una dimensione internazionale dei vini calabresi, delle etichette, di un territorio. «Il vino significa territorio e in questi anni siamo riusciti a legare tradizione all’innovazione», sostiene ai nostri microfoni il Consigliere regionale Sergio Ferrari. «I 55 degustatori internazionali del Concours Mondial de Bruxelles hanno avuto la possibilità anche di immergersi nella straordinaria biodiversità vitivinicola della Calabria attraverso un programma curato e gestito da ARSAC in sinergia con l’assessorato regionale all’agricoltura. «Cirò rappresenta oggi una delle denominazioni più dinamiche del panorama viticolo del Sud Italia, caratterizzato da radici culturali e agricole che affondano in epoca classica. Tra radici ed evoluzioni si definisce la fisionomia produttiva, oggi rappresentata dal consorzio di tutela vini di Cirò e Melissa, presieduto da Carlo Siciliani. «Il 2025 per Cirò è stato un traguardo importante, la nostra Doc è una delle più antiche d’Italia, nel 2025 abbiamo ottenuto la DOCG, adesso dobbiamo avere un po’ di pazienza perché i prodotti usciranno fra un paio d’anni», racconta Siciliani. «La DOCG è il gotha del vino italiano, giusto per dare due parametri: le DOCG italiane sono 80 e le DOC sono 450».

La visita a Tenuta Rosaneti

Per i giudici internazionali anche la possibilità di visitare una delle meraviglie straordinarie di questa porzione di territorio calabro: Tenuta Rosaneti di Librandi. Il giardino varietale custodisce oltre 200 vitigni calabresi. «I giudici hanno visitato il nostro giardino varietale, un vigneto circolare, un esempio di biodiversità», racconta Raffale Librandi dell’Azienda Librandi. «Abbiamo collezioni di rose, di agrumi, crediamo molto nella biodiversità». Il Concorso è riconosciuto come un ente certificatore di qualità, ottenere una medaglia significa entrare in un mercato in continua evoluzione. Michelangelo Bruno Bossio, funzionario di Arsac, si sofferma sulla crescita della qualità del vino calabrese. «Il vino vende il territorio, racconta i paesaggi, gli odori, i profumi, è uno strumento di valorizzazione, stiamo facendo anche delle azioni specifiche sull’enoturismo perché in futuro sarà un obiettivo prioritario per tutta la regione». «L’enoturismo di valore, di qualità, di alto profilo è una delle condizioni che il mercato dell’ospitalità chiede – aggiunge Bruno Bossio – i visitatori e i turisti hanno compreso il valore della qualità dei prodotti, della nostra biodiversità: operiamo in un contesto di crescita, certificata dalla partecipazione ad eventi come il Vinitaly che in questa edizione registra un incremento di presenze». (redazione@corrierecal.it)

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