’Ndrangheta globale: così Europa e Interpol stanno colpendo le reti del narcotraffico
Operazioni coordinate, intelligence condivisa e indagini finanziarie: attraverso Empact e il progetto I-Can, l’Italia è al centro della strategia internazionale contro la più potente organizzazione c…

La ’ndrangheta, com’è ormai noto, è una struttura criminale che si estende a livello globale, con reti complesse dedicate al traffico di droga, al riciclaggio di denaro e all’infiltrazione nell’economia legale. Per contrastare questa minaccia, l’Italia sta giocando da tempo un ruolo chiave nella piattaforma europea Empact (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats) e nel progetto internazionale I-Can (Interpol Cooperation against ’ndrangheta).
Empact non è un’agenzia con propri agenti, ma una piattaforma di cooperazione che consente la pianificazione congiunta tra Stati membri Ue, Europol, Eurojust e altri partner per affrontare le mafie transnazionali. Il suo obiettivo è colpire le organizzazioni criminali più pericolose, neutralizzando i flussi finanziari illeciti, il traffico di droga e le infiltrazioni nell’economia legale.
Per il biennio 2026-2027, l’Italia sarà co-driver della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), evoluzione della precedente HRCN, con la partecipazione di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Direzione Nazionale Antimafia, insieme ad attori accademici e partner internazionali. Il progetto coinvolgerà 285 azioni operative in circa 60 Paesi, tra Stati membri Ue, terzi paesi e agenzie partner.
Operazioni e arresti: numeri e impatto
Il biennio 2024-2025 ha già mostrato la portata dell’azione: 172 organizzazioni criminali ad alto rischio identificate e oltre 1.000 arresti. Le operazioni internazionali confermano l’ampiezza delle reti ’ndranghetiste e la capacità europea di intervenire su più fronti.
Tra le più significative, nel giugno 2023 in Italia, Belgio e Germania si è svolta un’azione coordinata contro un gruppo internazionale di traffico di droga collegato alla ’ndrangheta ha portato all’arresto di 31 persone (18 in Italia, 8 in Belgio, 5 in Germania) e al sequestro di beni per oltre 3,8 milioni di euro, tra denaro, droga e automobili di valore. L’azione rientrava nell’Operational Action 2.3 di Empact, dedicata alla ’ndrangheta e alla mafia siciliana, con supporto di Europol e Eurojust.
Di recente, un’altra operazione internazionale ha portato all’arresto di oltre 30 persone contro un clan ’ndranghetista, con oltre 840 operatori coinvolti, sequestri di droga, denaro e beni. L’azione, formalmente sotto Empact, ha mostrato negli ultimi anni l’efficacia del coordinamento europeo nel contrasto alla criminalità organizzata.
Nel maggio 2023 una grande operazione internazionale ha coinvolto Belgio, Germania, Italia, Francia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Romania e Paesi terzi, con 132 membri della ’ndrangheta arrestati per traffico di droga, armi e riciclaggio. Eurojust ed Europol hanno fornito supporto giudiziario e analitico. Questa è stata la prima operazione in cui la Direzione Nazionale Antimafia italiana è stata co-leader con Europol/Eurojust nell’Operational Action 2.3.
Precedentemente, nel settembre 2022 un’indagine coordinata tra Italia e Spagna contro due organizzazioni sospettate di traffico di droga, estorsione e riciclaggio, con collegamenti a famiglie ’ndranghetiste calabresi, aveva portato agli arresti di 32 persone, sequestri di droga, armi e denaro, nell’ambito della stessa Operational Action 2.3.
Il ruolo del progetto I-Can
Dal 2020, il progetto I-Can ha localizzato e arrestato 171 soggetti collegati alla ’ndrangheta in oltre 30 Paesi, di cui 64 latitanti, con sequestri ingenti di denaro, droga e armi. Il Crime Analysis File (CAF), database Interpol dedicato, ha raggiunto 128.000 entità censite, raddoppiando nell’ultimo anno e diventando il secondo archivio Interpol per volume di dati.
Come ha spiegato nei giorni scorsi il primo dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti durante il kick-off meeting 2026, la ’ndrangheta opera oggi come broker mondiale della cocaina, utilizzando strumenti tecnologici avanzati – dalle criptovalute all’intelligenza artificiale – per riciclare denaro e consolidare le reti internazionali.
Una mafia globale, un approccio integrato
Queste operazioni evidenziano come la ’ndrangheta sia ormai diventata una mafia transnazionale e policriminale, in grado di adattarsi alle opportunità economiche e tecnologiche globali. L’approccio Empact, integrato con I-Can, sta consentendo di combinare azione operativa, scambio di intelligence, analisi finanziaria e formazione internazionale, garantendo una risposta coordinata senza precedenti contro questa organizzazione criminale.
Il contrasto alla ’ndrangheta oggi, come più volte ripetuto in passato dall’attuale procuratore di Napoli Nicola Gratteri, non può più essere confinato al territorio nazionale: richiede cooperazione europea e internazionale, pianificazione strategica e interventi mirati, combinando investigazione tradizionale, tecnologie innovative e coordinamento multilivello. Solo così si può affrontare una mafia che, pur nata in Calabria, ha ormai ramificazioni in tutto il mondo. (redazione@corrierecal.it)
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