Non è mai nata e non serve più. Occhiuto cancella l’Agenzia per l’energia dal sottogoverno della Regione
Sparisce l’”Arec” voluta un anno fa dagli allora consiglieri regionali De Nisi e Graziano. Il rischio è che diventasse il solito “carrozzone” improduttivo

CATANZARO Non è mai nata e comunque ora non serve più, per questo è stata cancellata dal sottogoverno della Regione. Sparisce l’“Arec”, l’agenzia regionale per l’energia, istituita nella passata legislatura: a decretare l’eliminazione dell’agenzia dal “portafoglio” della Cittadella è l’amministrazione guidata dal presidente Roberto Occhiuto, che non la ritiene più funzionale agli obiettivi della sostenibilità ambientale. E forse c’è anche un dato politico, dietro questa scelta di Occhiuto, se si considera che l’istituzione dell’“Arec” era stata voluta nella scorsa legislatura dai consiglieri regionali di Azione Francesco De Nisi e Giuseppe Graziano, all’epoca nella maggioranza di centrodestra ma poi a ottobre candidati nel centrosinistra con Casa Riformista (e non rieletti).
Cosa doveva fare “Arec”
Secondo quanto disponeva la legge istitutiva, approvata – con la maggioranza qualificata e dopo diversi rinvii, va ricordato – praticamente un anno fa, tra i compiti dell’Arec c’erano «l’esercizio, il controllo, la manutenzione ed ispezione degli impianti termici sul territorio regionale; migliorare la gestione della domanda di energia, mediante la promozione dell’efficienza energetica; favorire un miglior utilizzo e la razionale gestione delle risorse locali e rinnovabili…». Come organi dell’Agenzia per l’energia la legge istitutiva prevedeva il direttore generale e il revisore unico, con il direttore generale che doveva essere «nominato con decreto del presidente della Giunta regionale previa deliberazione della Giunta stessa, sulla base dell’istruttoria compiuta dal competente dipartimento sull’esame dei curriculum dei candidati». A regime, l’Arec sarebbe costata 500mila euro nel primo anno di attività, un milione nel secondo e un milione e mezzo nel terzo. Ma non sarà più così: a un anno di vigenza della legge istitutiva, l’Agenzia in questione non è stata mai costituita né sono stati approvati gli atti fondamentali per il suo funzionamento e poi l’agenzia non costituisce più un obiettivo prioritario dell’amministrazione regionale, che ha previsto di attuare gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale, di produzione e di consumo di energia da fonti rinnovabili con modalità differenti dalla costituzione di un ente sub regionale ad hoc. In più, verosimilmente, si vuole evitare che al tirar delle somme anche questa Agenzia finisca per diventare il solito “carrozzone” improduttivo, cosa possibile date le premesse… Da qui la decisione di Occhiuto e della sua maggioranza di eliminare l’”Arec” con un articolo ad hoc dell’ultima Omnibus approvata in Consiglio regionale che ha abrogato la legge istitutiva dell’Agenzia per l’energia. (a. cant.)
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