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Nuovi equilibri

Sanità e commissariamento, la fiducia si costruisce

L’esperienza della Campania, vista dai cittadini. Attesa per la Calabria

Pubblicato il: 31/03/2026 – 15:27
di Lucia Serino
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Sanità e commissariamento, la fiducia si costruisce

La fine del piano di rientro sanitario per la Campania, dopo quasi vent’anni di commissariamento e sacrifici, è una notizia che ha un peso politico e simbolico enorme. La Calabria è ancora in attesa dello stesso traguardo, promesso anche in campagna elettorale dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Non sono esperta di conti e livelli minimi di assistenza, ma, da cittadina innanzitutto, forse può essere utile una piccola testimonianza personale sulla chiusura di una stagione segnata da tagli, conti sotto osservazione e servizi spesso insufficienti: un segnale che un sistema, pur tra mille contraddizioni, nella regione più popolosa d’Italia, ha trovato un equilibrio.
Qual è il cambiamento percepito dai cittadini? Per anni, la sanità pubblica è stata sinonimo di diffidenza: servizi lenti, risultati che non arrivavano, comunicazioni inesistenti. Poi qualcosa, gradualmente, è cambiato. Lo dimostra l’efficienza di uno dei parametri richiesti, quello degli screening. Personalmente non ho mai avuto fiducia negli screening pubblici, anche per esperienze passate segnate dall’incertezza e dall’ansia di non ricevere mai un esito. E invece, appena quindici giorni fa, arriva una mail della ASL: invito allo screening per la prevenzione del tumore al colon. Subito dopo, persino una telefonata. Non un contatto impersonale, una voce gentile, capace di spiegare, rassicurare, organizzare. Indicazioni precise, flessibilità, persino l’invito a coinvolgere altri familiari. L’esperienza, a sorpresa, prosegue con un risultato che, fino a poco tempo fa, sarebbe sembrato impossibile: ritiro del kit il lunedì, consegna del campione il mercoledì e risposta il venerdì. Pochissimi giorni, in un’asl che serve oltre duecentomila persone. Un tempo che ribalta completamente la percezione del servizio pubblico (a proposito, a guidare l’asl di Salerno c’è un calabrese, l’ingegnere Gennaro Sosto, di Corigliano-Rossano).
Dietro questo risultato, c’è stata una strategia precisa: campagne di screening rafforzate, personale dedicato, e soprattutto una digitalizzazione spinta. La piattaforma regionale “Sinfonia”, promossa in modo quasi ossessivo negli ultimi mesi della presidenza di Vincenzo De Luca, è diventata uno strumento centrale per prenotazioni e accesso ai servizi. Una comunicazione martellante, comparsa su tutti i siti, anche i più periferici della regione per mesi e mesi. Parallelamente sono stati raggiunti tutti i target della facilitazione digitale previsti dal Pnrr. Facilitatori sguinzagliati in ogni sagra di paese, in ogni festival estivo, per “catturare” i cittadini, soprattutto gli anziani e aiutarli con lo Spid ad accedere ai servizi sanitari (non solo).
Questo non significa che i problemi siano spariti. Le liste d’attesa restano, e pesano. Se si cerca una prestazione sotto casa, soprattutto in aree densamente popolate, si può aspettare anche un anno. Ma il sistema, ormai, offre alternative: spostarsi di qualche chilometro può ridurre drasticamente i tempi. E quindi puoi scegliere, se hai bisogno di una colonscopia sotto casa, tra Napoli e Caserta, aspetti un anno, se ti sposti nel Beneventano fai un po’ di chilometri ma risparmi 250 euro. È un equilibrio imperfetto, ma è comunque un sistema che funziona meglio di prima. Per non parlare delle mammografie “ambulanti”, in ogni piazza, anche qui con una comunicazione martellante, sono servite all’inizio soprattutto a centinaia di immigrate, poi si sono adeguate molte altre donne. Idem per pap test e poi gli screening cardiologoci nelle farmacie, “un’ossessione”: solo a mettere il piede dentro per comprare un Brufen ne uscivi col l’holter. Sul piano politico, il risultato è frutto di una lunga tensione istituzionale. Il governo regionale è arrivato spesso allo scontro diretto con il governo guidato da Meloni. Una contrapposizione aspra, fatta di dichiarazioni pubbliche e pressioni continue, che però alla fine ha prodotto un esito concreto. A raccoglierne i frutti è il nuovo corso politico regionale, col nuovo presidente Roberto Fico che aveva disteso le relazioni istituzionali col Governo da subito e ha capitalizzato il traguardo. Ma il lavoro arriva da lontano. La Calabria è stata rassicurata dalle dichiarazioni del ministro Roberto Calderoli, che ha parlato di una possibile uscita nel giro di poche settimane. Gli screening, sia chiaro, esistono anche in Calabria. Qual è la percezione dei cittadini, qual ì il tasso di fiducia? Uscire dal piano di rientro non è solo una questione amministrativa. È, prima di tutto, una questione di credibilità. E quella, più dei bilanci, richiede tempo, continuità e risultati tangibili. Tre settimane, comunque, passano presto.

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