Il caso di Giulia a Ricadi, «Non può uscire di casa». L’appello al Governo
Una lettera formale è stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, alle ministre Locatelli e Roccella

VIBO VALENTIA Una lettera formale è stata inviata da Cosimo Limardo, presidente dell’associazione “Don Gnocchi Voglia di Vivere”, al ministro della Disabilità, Alessandra Locatelli, e al ministro della Famiglia, Eugenia Maria Roccella, oltre che al sindaco di Ricadi, nel Vibonese, Antonio Tripodi, per denunciare il grave disagio di una madre – Chiara Calamita di Santa Domenica di Ricadi – costretta a vivere “reclusa” in un appartamento al terzo piano con la figlia Giulia, disabile al 100%. La bambina di 10 anni – di non poco peso – può infatti uscire di casa solo se presa in braccio dalla madre. Della vicenda si è occupata nei giorni scorsi anche il Corriere della Calabria. «Non è giusto che una madre debba affrontare ogni giorno questo sforzo fisico e psicologico per permettere alla figlia di andare a scuola, a terapia o semplicemente fare una passeggiata», scrive Limardo nella missiva. La famiglia Calamita avrebbe inoltrato numerose sollecitazioni al Comune di Ricadi, chiedendo l’assegnazione di un alloggio popolare privo di barriere architettoniche e idoneo alle gravi condizioni della piccola. Richieste ad oggi rimaste prive di risposte concrete. La situazione è definita come «insostenibile» e peggiora quotidianamente, minando il diritto fondamentale della bambina a una vita dignitosa e a un normale inserimento sociale.
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