Lavoratori non in regola nel Vibonese, deferiti in 7. Sanzioni per oltre 60mila euro
Focus dei Carabinieri di Serra San Bruno, Nardodipace, Spilinga e Maierato nel settore dell’edilizia

VIBO VALENTIA Proseguono i controlli sul territorio da parte del Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia e del Comando carabinieri per la Tutela del lavoro. L’attività si è concentrata sul contrasto al lavoro nero, sulla verifica della regolarità nel settore turistico e commerciale e sul rispetto delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai cantieri edili. Nei giorni scorsi i carabinieri delle stazioni di Serra San Bruno, Nardodipace, Spilinga e Maierato, insieme al Nucleo ispettorato del lavoro di Vibo Valentia e al Gruppo carabinieri Tutela lavoro di Napoli, hanno eseguito una serie di controlli nei settori dell’edilizia, del commercio e della ristorazione, dalla fascia costiera alle aree delle Serre vibonesi. Le verifiche hanno riguardato otto aziende e in tutti i casi sono emerse irregolarità. In particolare, i militari hanno individuato nove lavoratori irregolari, di cui sette in nero, su un totale di 20 posizioni lavorative controllate.
Tra le violazioni accertate figurano l’impiego di manodopera senza regolare instaurazione del rapporto di lavoro, l’omessa formazione dei lavoratori in materia di sicurezza, la mancata sottoposizione ai programmi di sorveglianza sanitaria e gravi inadempienze nella gestione e nell’organizzazione dei cantieri edili. Nel corso delle ispezioni è stata inoltre accertata, in un caso, l’installazione di sistemi audiovisivi idonei al controllo a distanza dei lavoratori senza le autorizzazioni previste dallo Statuto dei lavoratori.
Al termine dei controlli, sette persone sono state denunciate in stato di libertà alla Procura di Vibo Valentia. È stata inoltre disposta la sospensione di cinque attività imprenditoriali, quattro cantieri edili e un esercizio di ristorazione nell’area dell’Angitola, per l’impiego di lavoratori in nero. Elevate infine sanzioni amministrative per circa 40mila euro e ammende per oltre 20mila euro.
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