Beni confiscati, la Regione rilancia la scommessa. Nuovo accordo con l’Agenzia
Prosegue la collaborazione con l’Anbsc per il recupero e il riuso dei “tesori” sottratti alla ’ndrangheta e la rigenerazione urbana del territorio

CATANZARO «Una più efficace politica di valorizzazione dei beni confiscati presenti sul territorio della Regione Calabria». A distanza di tre anni dal precedente accordo, la Regione Calabria rilancia la scommessa del recupero e del riuso dei beni confiscati alla ’ndrangheta e della rigenerazione urbana del territorio, intesa come messaggio preciso sul fronte dell’impegno antimafia e come possibile leva di sviluppo economico e sociale. Con una recente delibera la Giunta regionale ha adottato lo schema per il rinnovo, triennale, dell’intesa con l’Agenzia nazionale sui beni confiscati, sulla scorta della premessa per cui «la restituzione alle comunità territoriali dei beni confiscati alle mafie costituisce uno strumento di grande valore rieducativo, non solo perché detti beni possono trasformarsi in opportunità occupazionali, generando lavoro che produce beni e servizi di pubblica utilità, ma anche perché gli stessi possono rappresentare luoghi di stimolo alla partecipazione civile, di inclusione sociale e di accoglienza e di costruzione di comunità solidali».
La delibera
Nella delibera della Giunta regionale si dà atto che «il percorso di cooperazione interistituzionale già intrapreso con l’Agenzia e le Prefetture per accrescere il valore aggiunto degli investimenti effettuati, per ottimizzare e monitorare il processo di riutilizzo dei beni stessi, ha trovato piena attuazione con l’Accordo sottoscritto il 13 febbraio 2023; nel corso del primo triennio l’Accordo ha consentito di raggiungere traguardi significativi sia nel percorso di condivisione dei dati e per lo scambio di informazioni ma soprattutto quale strumento di ausilio alla più efficace programmazione delle risorse. Il provvedimento della Giunta evidenzia che «la valorizzazione dei beni confiscati è attuata da parte della Regione mediante l’utilizzo di risorse provenienti da Programmi nazionali e regionali previsti dall’Accordo di Partenariato e dai Piani di Sviluppo e Coesione (Psc) messi a punto dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione oltreché dai fondi comunitari (Pr Fse + 21/27)», e quindi definisce «necessario e utile proseguire, attraverso la cooperazione con l’Agenzia nazionale beni confiscati, una più efficace politica di valorizzazione dei beni confiscati presenti sul territorio della Regione Calabria e per l’individuazione di possibili modalità di riuso, recupero e rigenerazione urbana del territorio, anche attraverso la collocazione di presidi delle Forze di Polizia. Con il nuovo accordo Regione Calabria e l’Agenzia – si legge infine – «intendono promuovere una collaborazione istituzionale bidirezionale, attraverso la condivisione dei dati ed in generale del patrimonio informativo in dotazione alle parti, attuando sinergie finalizzate allo scambio di conoscenze, all’arricchimento del rispettivo patrimonio informativo ed alla diffusione dei risultati ottenuti». (c. a.)
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