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inchiesta “teorema”

Il business sull’edilizia scolastica nel Crotonese e il “pactum sceleris” sulle determine: «Pezze giustificative delle decisioni illecite di Manica»

Al centro del sistema gli istituti Lucifero, il Pitagora, il Gravina e il Filolao. La delega all’edilizia scolastica dell’ex vicepresidente e gli accordi sugli affidamenti

Pubblicato il: 05/04/2026 – 19:00
di Mariateresa Ripolo
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Il business sull’edilizia scolastica nel Crotonese e il “pactum sceleris” sulle determine: «Pezze giustificative delle decisioni illecite di Manica»

CROTONE Un vero e proprio «pactum sceleris» che aveva come baricentro l’edilizia scolastica della provincia di Crotone, gestita attraverso una una modalità definita «spudorata». L’inchiesta “Teorema” della Procura di Crotone ha portato alla luce un meccanismo di tangenti e affidamenti pilotati che vede come figura cardine Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia, ex presidente ff e consigliere dimissionario del Comune di Crotone in quota Forza Italia.
Le indagini, culminate in 16 perquisizioni e 20 avvisi di garanzia, descrivono Manica non come un semplice amministratore, ma come il «fulcro di un accordo collusivo».

La delega all’edilizia scolastica e gli accordi sugli affidamenti

Sfruttando le sue deleghe pesanti – quella all’Edilizia Scolastica e quella alla Stazione Unica Appaltante (CUC-SUA) – l’ex vicepresidente provinciale avrebbe utilizzato il proprio ruolo istituzionale per «incidere in modo determinante sugli affidamenti di lavori e servizi pubblici». Al centro del sistema ci sono i principali istituti superiori della città: il Lucifero, il Pitagora, il Gravina e il Filolao.
Manica – secondo il meccanismo emerso dalle indagini – interveniva sulle procedure di affidamento, determinando l’adozione di determine dirigenziali che gli inquirenti definiscono «mere pezze giustificative» di decisioni prese dal vicepresidente provinciale. «È stata accertata l’esistenza di una generale pianificazione degli affidamenti di lavori per gli istituti Filolao, Pitagora, Lucifero, Ex Gravina […] in cambio della corresponsione in suo favore di denaro pubblico, da corrispondere per il tramite della Sinergyplus e della Kreosolution, società da lui dirette e di fatto amministrate».
A inchiodare Manica sono le conversazioni captate dagli inquirenti nel giugno 2025. In una di queste, Rosaria Luchetta e Giacomo Combariati – definito il «mero prestanome» di Manica – discutono apertamente della spartizione economica legata ai lavori per le scuole. Le intercettazioni mostrano come Manica fosse l’unico in grado di muovere le leve della burocrazia provinciale: «comprova l’esistenza di una chiara pianificazione a base degli affidamenti di lavori, inclusi quelli presso la Provincia di Crotone (per le scuole), espressamente citati nella conversazione dai complici e sodali Luchetta e Combariati». In un altro passaggio, emerge con chiarezza la pretesa della tangente: l’interessamento di Manica per sbloccare i pagamenti dei lavori eseguiti a Cirò Marina era finalizzato al «conseguimento della sua “parte” di compenso illecito».

Un potere assoluto sugli uffici e il caso di Petilia Policastro

L’ordinanza sottolinea come Manica fosse in grado di «indirizzare e dirigere ogni decisione assunta dai funzionari pubblici provinciali». Grazie alla delega all’Edilizia Scolastica, il politico sovrintendeva a tutto: dalla manutenzione ordinaria alla verifica della sicurezza sismica, fino ai collaudi e alla liquidazione dei pagamenti. Un esempio lampante del suo «modus operandi spudorato» è emerso nei lavori per il Polo scolastico di Petilia Policastro. Qui, Manica avrebbe «predefinito il contenuto della determina di affidamento», imponendone l’adozione nonostante la mancanza dei requisiti di legge e scavalcando ogni normale procedura di controllo. Evidenze – viene sottolineato nell’ordinanza – emerse in una serie di conversazioni avvenuta tra ottobre 2025 e novembre 2025 nelle quali viene «captata in diretta l’ingerenza determinante di Manica nell’adozione della determina di affidamento di lavori a firma di Benincaza Francesco (stesso firmatario delle altre determine oggetto degli accordi corruttivi accertati), oltre che sull’apposizione del visto contabile favorevole del funzionario Michele Scappatura». Il dato – viene sottolineato ancora – assume una rilevanza pregnante, in quanto riprova «una modalità “spudorata” di Manica di determinare gli affidamenti in seno alla Provincia di Crotone, confermando come le determine di Benincasa siano “mere pezze giustificative” di decisioni illecite del Vicepresidente». Nella vicenda dei lavori affidati a Petilia Policastro, infatti, dalle attività intercettive è emerso che «Manica abbia “predefinito” il contenuto della determina di affidamento, adottata solo formalmente da Benincasa, senza avere interlocuzioni con il predetto, ma sulla base di un accordo con Zizza Domenico, altro funzionario della Provincia». 

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