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“Drug parking”

Droga dalla Calabria alla Sicilia, il fornitore vibonese “Gustavo” con il deposito a San Gregorio d’Ippona

Per gli inquirenti tutte le consegne di cocaina «provenivano dalla Calabria». La gestione delle comunicazioni affidata ai criptofonini

Pubblicato il: 06/04/2026 – 17:02
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Droga dalla Calabria alla Sicilia, il fornitore vibonese “Gustavo” con il deposito a San Gregorio d’Ippona

VIBO VALENTIA Sicilia e Calabria unite dal traffico di droga. Più precisamente, la provincia di Vibo Valentia con quella di Ragusa. È quanto viene ricostruito nell’inchiesta “Drug Parking”, che ha portato all’arresto di 10 persone nell’operazione scattata lo scorso 25 marzo, condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ragusa. Un giro d’affari da milioni di euro al cui vertice ci sarebbe stato Emanuele Laretta, siciliano e soprannominato “il professore” dai suoi presunti sodali. Il gruppo si sarebbe rifornito in Calabria e, più precisamente, a Vibo Valentia, supportati da un fornitore calabrese, genero di un boss di ‘ndrangheta condannato in Cassazione ed oggi al 41bis. L’uomo, anche coinvolto in Rinascita Scott ma definitivamente assolto dalle accuse, risulta indagato ma non destinatario – per ora – di alcuna misura cautelare.

Il deposito a San Gregorio d’Ippona

Ad avere un ruolo rilevante nelle investigazioni sono state le intercettazioni e la rilevazione delle celle telefoniche, spesso agganciate nel Vibonese. Soprattutto a San Gregorio d’Ippona, che «costituiva il luogo di rifornimento della cocaina» indirizzata al gruppo di Lauretta. Quest’ultimo avrebbe mantenuto «un profilo assolutamente basso, volto a mostrare la sua estraneità al traffico illecito in esame». Il rapporto con i fornitori calabresi lo avrebbe mantenuto un terzo soggetto, incensurato, «pur agendo in modo controllato ed adottando tutte le precauzioni volte a rimanere nell’ombra, manteneva i contatti con i fornitori calabresi e con i distributori all’ingrosso della cocaina».

Lo scambio di droga

Gli inquirenti ricostruiscono alcuni “viaggi” della sostanza stupefacente: il 26 marzo due autovetture sarebbero partite da Gela in direzione Vibo Valentia, e «dopo aver ricevuto il “carico” di cocaina, transitando per Villa San Giovanni e per Catania, avevano raggiunto Vittoria». Qui avrebbero effettuato la consegna dello stupefacente. In generale, spiegano gli inquirenti, tutte le consegne di cocaina «provenivano dalla Calabria, essendo state registrate le partenze dei corrieri dal territorio di Vibo Valentia». Un «deposito» sarebbe stato individuato presso alcune case di campagna a San Gregorio d’Ippona, dove i corrieri avrebbero effettuato lo scambio soldi-droga per poi riprendere il viaggio in Sicilia. Gli inquirenti ipotizzano anche l’uso di criptofonini per la gestione delle comunicazioni tra i fornitori calabresi e il gruppo dei siciliani. Anche da un’analisi incrociata delle chat criptate sarebbe emerso come gli indagati avrebbero fatto riferimento al fornitore vibonese con lo pseudonimo di “Gustavo”. (ma.ru.)

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