Il miglior podcast d’Italia è di un liceo calabrese e racconta la tragedia di Cutro
Premio Inge Feltrinelli 2026 alla III A del Classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina. Così, tre anni dopo, le voci dei ragazzi trasformano il dolore in memoria e speranza

CROTONE A tre anni dalla tragedia di Cutro, il mare continua a restituire ricordi che non si dissolvono, ma anche a piantare il seme della testimonianza e della consapevolezza. Non sono solo immagini o cronache, ma emozioni radicate, vissute da una generazione che quel dramma lo ha respirato da vicino, lungo la costa, tra silenzi improvvisi e domande senza risposta.
Nasce da questa esigenza di raccontare e comprendere, il podcast “Cutro, tre anni dopo. Voci dal mare, voci di terra”, realizzato dalla classe III A del liceo classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina. Un progetto che non è soltanto un lavoro scolastico, ma un racconto collettivo, intimo e corale, capace di dare forma al punto di vista degli adolescenti su una delle pagine più dolorose della storia recente del territorio.
Il podcast ha ottenuto un importante riconoscimento nazionale, vincendo il Premio Inge Feltrinelli per la categoria podcast, promosso dal Gruppo Feltrinelli insieme alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Un premio che valorizza la capacità dei giovani di interpretare il presente attraverso linguaggi contemporanei, unendo memoria, sensibilità e impegno civile.
In collaborazione con realtà come Associazione Italiana Editori, BookCity Milano e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, il progetto si inserisce in un contesto culturale ampio, ma mantiene una forte identità locale: quella di ragazzi che hanno visto il proprio territorio trasformarsi in teatro di una tragedia globale. “Raccontare il mondo e difendere i diritti” l’obiettivo del premio che si rivolge a persone di genere femminile e alle nuove generazioni, e premia quattro categorie, dedicate a linguaggi e sguardi per la tutela dei diritti umani: i libri, le inchieste e i reportage, i podcast.


Il podcast
Le “voci dal mare” e le “voci di terra” si intrecciano in un racconto che evita retorica e spettacolarizzazione: al centro ci sono lo sguardo e la coscienza di chi, ancora in una fase formativa, ha dovuto confrontarsi con il significato della perdita, della migrazione, della responsabilità collettiva.
Per questi studenti, Cutro non è solo un luogo, ma un passaggio di crescita, un momento cruciale nella loro formazione e maturazione di cittadini prima che di studenti. Il mare, da sempre simbolo di apertura e possibilità, si è trasformato in uno specchio complesso, capace di riflettere fragilità e domande profonde. E proprio da questa consapevolezza nasce il valore del loro lavoro: trasformare il dolore in memoria attiva. Nella motivazione del premio, infatti, si legge che «questo progetto unisce memoria civile, testimonianze dirette e forte radicamento territoriale, a tre anni di distanza rilegge la tragedia di Cutro, attraverso le voci di sopravvissuti, soccorritori ed abitanti del luogo trasformando un evento mediatico in un racconto di memoria collettiva e responsabilità civile. La prospettiva degli studenti, legati emotivamente a quel mare, aggiunge inoltre una dimensione umana che rende la narrazione particolarmente potente e significativa».
Il riconoscimento ricevuto non rappresenta soltanto un traguardo, ma anche un segnale: le nuove generazioni non sono spettatrici passive, ma protagoniste di un racconto che cerca senso, giustizia e umanità. In un tempo spesso segnato dall’indifferenza, la loro voce diventa testimonianza e, soprattutto, promessa di un futuro più consapevole.
L’intera classe ha partecipato attivamente alla realizzazione del podcast, articolato in tre puntate, attraverso interviste e ricerche approfondite per cercare di restituire voce e memoria alle 95 vittime del terribile naufragio del 2023. A Milano, per la premiazione, a rappresentare la classe guidata dall’insegnante Maria Concetta Ammirati c’erano Aurora Albi e Valentina Coricello (nella foto in alto a sinistra). Il liceo già l’anno scorso era stato selezionato nella cinquina dei finalisti con un podcast sull’educazione, ora arriva il primo posto: «Un traguardo che ci riempie di orgoglio e che conferma il valore del lavoro condiviso» commenta Ammirati. (redazione@corrierecal.it)

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