Abusi e dipendenze, il progetto dell’Unical a difesa dei più giovani
Il progetto on e offline presentato questa mattina in Ateneo. Angela Costabile: «Il mix alcol e tecnologie è un campanello d’allarme»

RENDE Social non è sinonimo di sociale, la vita sul web si discosta dalla realtà che ci circonda. Un mondo, quello della rete, pieno zeppo di insidie, che maschera malesseri diffusi come l’ansia e il consumo eccessivo e precoce di alcol e sostanze stupefacenti spesso considerate rifugio dalle insicurezze. Abusi e dipendenze sono al centro della campagna lanciata all’Università della Calabria, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa. Il progetto si sviluppa sui social attraverso l’utilizzo di una serie di reel con protagonisti studentesse e studenti, al centro della strategia comunicativa. #UNInDipendenti – Università che promuove la salute è riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri come una delle più significative a livello nazionale e punta a scardinare il paradosso di una generazione iperconnessa ma emotivamente isolata, dove il “social” rischia di diventare un filtro deformante che nasconde fragilità e solitudini. «Dai 10 anni in su – sostiene la docente Unical Angela Costabile referente del progetto – il campanello d’allarme più fragoroso è rappresentato dal mix esplosivo tra alcol e tecnologie, un binomio che altera la percezione della realtà e compromette lo sviluppo di quella distanza interpersonale necessaria per le relazioni umane autentiche». L’Ateneo di Arcavacata si fa promotore di un’alleanza territoriale che mira a restituire ai giovani la consapevolezza dei propri spazi fisici ed emotivi. La campagna social già attiva anche sui canali offline con affissioni sul territorio cittadino di Rende, è ideata e realizzata dagli studenti. «In questo contesto – ha sostenuto il rettore Gianluigi Greco – l’Unical mette a disposizione strumenti concreti come il counseling e l’ascolto per far sentire gli studenti parte attiva di una comunità. Oggi non affrontiamo solo le dipendenze tradizionali, ma anche quelle da gioco d’azzardo, da gaming e dai social, dobbiamo capire perché i ragazzi vivano queste dimensioni e dare un segnale di vicinanza reale».
L’intervento
Il progetto si configura come un intervento strutturato e integrato volto alla promozione del benessere nella popolazione studentesca universitaria, attraverso azioni di prevenzione delle dipendenze patologiche e comportamentali, con il contributo scientifico del Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, impegnato nello studio dei fenomeni sociali e dei processi educativi legati al disagio giovanile. Un elemento chiave è rappresentato dal ruolo strategico del Servizio di Counseling Psicologico di Ateneo (SCPA) che, in sinergia con il Servizio Dipendenze e con il Servizio di Alcologia dell’ASP di Cosenza, costituisce un punto di riferimento fondamentale per intercettare precocemente il disagio e attivare percorsi di supporto, garantendo risposte tempestive ai bisogni degli studenti. La ricerca: i bisogni degli studenti. Durante l’incontro sono stati illustrati i risultati della ricerca epidemiologica che ha coinvolto centinaia di iscritti all’Ateneo. Dalla sintesi interpretativa dei dati emerge come l’uso di sostanze e il gioco d’azzardo registrino una prevalenza contenuta, mentre risultano più diffusi il consumo ricorrente di alcol e l’uso intensivo di internet. Un dato di particolare rilievo riguarda la sfera psicologica: la “confusione emotiva” risulta essere molto presente tra i ragazzi. Molti studenti dichiarano infatti di avere difficoltà a riconoscere e distinguere le proprie emozioni, come tristezza, rabbia o ansia; tale elemento viene identificato come un possibile fattore di rischio per lo sviluppo di comportamenti problematici. Il plauso della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel suo intervento, Elisabetta Simeoni del Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre dipendenze ha espresso apprezzamento per il progetto e per la campagna di comunicazione, evidenziando come l’iniziativa rappresenti un riferimento avanzato nelle strategie di prevenzione e promozione della salute tra i giovani. Ha sottolineato, inoltre, l’intenzione di valorizzare e rilanciare l’esperienza a livello nazionale, adattandola ai diversi contesti territoriali e favorendone la diffusione su scala più ampia. (f.b.)
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