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L’autotrasportatore

’Ndrangheta, il camionista di fiducia dei Maiolo: così viaggiavano droga e contanti tra Torino, Roma e l’Abruzzo

Il profilo di Francesco Carè (cl. ’74) di Fabrizia ritenuto uno dei corrieri al servizio del locale di Ariola. Il suo ruolo nella logistica del narcotraffico

Pubblicato il: 07/04/2026 – 14:46
di Giorgio Curcio
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’Ndrangheta, il camionista di fiducia dei Maiolo: così viaggiavano droga e contanti tra Torino, Roma e l’Abruzzo

VIBO VALENTIA C’è chi è costretto a costruirsi una rete di contatti – più o meno fidati – e chi invece può contare direttamente su un autotrasportatore fedele. Quale modo migliore per affidare i propri carichi di droga, sia marijuana che cocaina, se non ad un camionista compaesano e legato alla cosca? È quanto avrà pensato lo stesso Angelo Maiolo considerato dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro a capo del locale di Ariola, e raggiunto da un nuovo ordine d’arresto firmato dal gip. Gli inquirenti, proseguendo nel solco di quanto era già emerso con l’inchiesta “Habanero”, hanno ricostruito la rete che Maiolo sarebbe riuscito a costruire nel tempo, fondamentale per spostare carichi di droga da un punto ad un altro, dal carico alla vendita. Su Torino si sarebbe avvalso del cugino Francesco, in Puglia ha qualcuno ‘mio cugino’ che ha a disposizione quasi on demand altra erba, su Pescara avrebbe avuto Ciro Trezzi che lì custodisce due magazzini, grazie poi ai contatti con Fortuna arriva anche su Roma, su Firenze, su Milano, ma senza disdegnare anche il mercato calabrese, evidentemente già saturo.

Il camionista fedele ai Maiolo

E ciò che emerge dall’inchiesta è una figura affatto secondaria, quasi decisiva per portare avanti il proprio business e sarebbe stata individuata in Francesco Carè. Il 51enne, autotrasportatore di Fabrizia, è indicato dagli investigatori come «uno dei corrieri al servizio del gruppo riconducibile ad Angelo Maiolo», ritenuto figura centrale del sistema di approvvigionamento e distribuzione di marijuana tra Calabria, Lazio, Piemonte e Abruzzo. Insomma, non un semplice e occasionale camionista.
Il nome del 51enne è ricorrente tra le pagine dell’ordinanza firmata dal gip e nella ricostruzione della Dda di Catanzaro. Carè compare in più episodi e sempre con un ruolo ben definito: ritirare la sostanza, trasportarla, consegnarla e, in alcuni casi, veicolare anche il denaro necessario agli acquisti. Il tipico “uomo di strada” ma intraneo alla cosca Maiolo, un trasportatore di fiducia che si muove lungo le direttrici del traffico e che garantisce la tenuta materiale dell’operazione. Per il boss Angelo Maiolo, dunque, un ingranaggio essenziale nella catena logistica del gruppo.

I viaggi della droga sul camion

Sono numerosi gli episodi ricostruiti dagli inquirenti e riportati dal gip nell’ordinanza. Come quello del 10 novembre 2020 quando Carè avrebbe preso in carico svariati chili di marijuana acquistati per 30mila euro e trasportati da Valmontone a Città Sant’Angelo, sempre in concorso con Angelo Maiolo. In quel frangente, stando alla ricostruzione degli investigatori, Carè sarebbe stato il «vettore materiale dell’operazione, colui che materialmente si occupa di far arrivare il carico a destinazione». Così come per l’episodio del 17 novembre 2020. Si parla nell’ordinanza di una nuova partita di marijuana, poco più di 18 chili, che Maiolo avrebbe acquistato per poi rivenderla, «sempre avvalendosi di Carè». Ci sono poi i messaggi criptati e i riscontri investigativi ad aver ricostruito i passaggi del viaggio della droga condotto dal 51enne di Fabrizia: Maiolo lo contatta per sapere quando potrà andare «a caricare a Torino» mentre lo stesso Carè lo aggiorna costantemente sui propri spostamenti in autostrada, dagli svincoli alle deviazioni fino ai punti di arrivo. A fare il resto ci hanno pensato le celle telefoniche e le immagini inviate durante il tragitto che confermerebbero la presenza del camionista nei luoghi indicati.

Non solo droga, anche cash

Droga ma anche soldi. In un altro episodio ricostruito dagli inquirenti, infatti, Francesco Carè non si sarebbe limitato a trasportare lo stupefacente, ma avrebbe anche consegnato a Gianni Bellò una somma complessiva di 62mila euro: 32 mila a saldo di una precedente fornitura e 30 mila come acconto per quella nuova. Un passaggio che, nelle carte, rafforza il suo profilo di uomo operativo impiegato non soltanto per il trasporto della droga ma anche per la circolazione del denaro.
E quando il viaggio si complica oppure i tempi sono scanditi dalle pause obbligatorie per i camionisti ogni 4 ore e mezza di viaggio, intervengono per completare l’operazione Francesco e Antonio Maiolo, deputati a «prendere in carico da Carè la sostanza per ultimare la consegna».
A tratteggiare il presunto ruolo criminale del 51enne di Fabrizia, finito in carcere, sono le chat SkyECC, le fotografie, le celle telefoniche, le targhe dei mezzi, i percorsi autostradali e le consegne ricostruite dagli investigatori. È da questo intreccio di elementi che prende forma, nelle carte dell’inchiesta, la figura del “camionista del gruppo”: il corriere ritenuto affidabile cui affidare il transito della droga e, quando necessario, anche quello dei soldi. (g.curcio@corrierecal.it)

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