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Mulè: «Io iscritto nel “registro degli infangati”»

L’esponente di Fi su un articolo del “Fatto”. La solidarietà di Occhiuto

Pubblicato il: 08/04/2026 – 12:07
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Mulè: «Io iscritto nel “registro degli infangati”»

ROMA «Stamattina alle 5 ho svegliato il mio avvocato. Sapevo che sarebbe stata pubblicata su un giornale una porcheria, un’altra, che mi riguardava e ho atteso di leggerla. È il destino di chi finisce nel “registro degli infangati”, di coloro che – per carità! – non sono indagati, non sono in alcun modo coinvolti in un’inchiesta ma vengono ugualmente investiti da colate di fango (chiamiamo le cose con il loro nome anche se con un eufemismo) pur non essendo – ribadisco – oggetto di indagini giudiziarie o sfiorati da alcun sospetto». Lo scrive in una lunga nota il vicepresidente della Camera ed esponente di Fi, Giorgio Mulè facendo riferimento all’articolo de Il Fatto Quotidiano che riporta, come dallo stesso Mulè riferito, «un’intercettazione risalente al 1 marzo 2021 (cinque anni fa!) in cui un mafioso di nome Gioacchino Amico dopo la mia nomina a sottosegretario alla Difesa» «direbbe a un suo interlocutore di conoscermi e di aver “parlato” con me. Nulla di più – osserva -, a quanto pare perché ovviamente non ho cognizione degli atti». «Il mafioso in questione – ricorda – oggi è un collaboratore di giustizia. Il contenuto di questa intercettazione è rimasto per un lustro nei cassetti della Procura di Milano perché evidentemente era irrilevante e non necessitava di alcun approfondimento investigativo: oggi però, cinque anni dopo ripeto, improvvisamente salta fuori. E tanto basta a autorizzare il “Fatto” a mettere in connessione il mio nome con un’inchiesta su “mafia e politica”, a parlare di me come inserito in una “rete” di questo boss, di essere addirittura “amico del mafioso pentito». Fango allo stato puro – sottolinea – ribadisco». Mulè precisa poi: «Non sono “amico” di Amico, ma neppure conoscente: non ho proprio assolutamente memoria di averlo incrociato, di avergli parlato, men che mai di aver avuto alcun tipo di relazione con lui. Zero, il nulla. Prima di vederlo sui giornali in un selfie vergognosamente usato contro Giorgia Meloni – aggiunge – ignoravo la sua esistenza. Epperò mi trovo nel mezzo di questo pantano putrido e puzzolente nel quale sono certo sciacalletti e quaquaraquà inizieranno a nuotare ricorrendo alla formula vigliacchetta di insinuare perché coperti dalla circostanza che “nelle carte si dice che..” e via infangando».

Occhiuto: «Solidarietà a Mulè, stop fango mediatico»


«Giorgio Mulè ancora una volta vittima di attacchi assurdi e indecenti. Tentativi di delegittimazione costruiti sul nulla, e che nulla hanno a che vedere con il confronto politico serio e rispettoso. A lui la mia piena solidarietà. Basta con il fango mediatico, basta con le strumentalizzazioni senza alcun fondamento». Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia.

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