Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 10:22
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

braccia conserte

Reggio Calabria, appalti back-office e quality Enel. Il 10 aprile sciopero e presidi

Il bando di gara che Enel ha promosso per le attività di back-office e quality prevede un taglio lineare dell’occupazione tra il 35% ed il 40%

Pubblicato il: 08/04/2026 – 9:09
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Reggio Calabria, appalti back-office e quality Enel. Il 10 aprile sciopero e presidi

REGGIO CALABRIA Il tentativo di eludere la clausola sociale è nuovamente al centro della protesta lanciata dalle Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil che, per il prossimo 10 aprile, hanno proclamato lo sciopero, per l’intero turno, di tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nelle attività di back-office e quality di Enel.
A dieci anni dalla promulgazione della Legge 11/2016, una norma di civiltà rafforzata dalla
regolamentazione prevista dal CCNL delle Telecomunicazioni, Enel sta minando alle fondamenta un
impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40.000 addetti, in oltre 400
cambi di appalto gestiti.
Il bando di gara che Enel ha promosso per le attività di back-office e quality prevede un taglio lineare
dell’occupazione tra il 35% ed il 40% per effetto di non meglio specificati processi di automazione
. Il
mancato riconoscimento della garanzia della territorialità e l’annunciata riduzione dei volumi sono il
combinato disposto che stanno portando le aziende subentranti, a partire da Accenture, aggiudicataria di
oltre il 50% dei lotti messi a gara, a usare la assunzione a chilometri di distanza, quale leva per tagliare a
monte il personale dichiarato in esubero da Enel.
Sono circa 1500 le lavoratrici e i lavoratori, operanti in regime di appalto in diverse aziende, sui territori di: Castelfranco Veneto, Sulmona, Napoli, Campobasso, Potenza, Reggio Calabria. Migliaia di dipendenti che, da anni operano per Enel e che, oggi, rischiano la continuità occupazionale a causa di bandi di gara che non garantiscono il rispetto del principio di territorialità e prevedono tagli per effetto dell’introduzione di strumenti di digitalizzazione.
Le istituzioni locali e nazionali, più volte chiamate in causa, hanno provato, senza risultati, a portare Enel
sul piano del confronto funzionale a garantire l’occupazione. Tutti gli appelli si sono infranti su un muro di
gomma. Enel, che annovera nel proprio azionariato importanti enti pubblici sta riportando le lancette
indietro di dieci anni, generando drammi occupazionali, licenziamenti e un massiccio ricorso agli
ammortizzatori sociali in tutta la filiera degli appalti dell’assistenza alla clientela. Il governo deve intervenire con urgenza, non possono essere le lavoratrici ed i lavoratori a pagare il prezzo dell’automazione, specie in presenza di aziende committenti a capitale pubblico che negli ultimi anni hanno registrato extra-profitti. A difesa dell’occupazione di 1500 lavoratori, contro l’arroganza di una committenza spregiudicata che continua a fare utili sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti, il 10 aprile prossimo, le lavoratrici e i lavoratori, in sciopero, manifesteranno il proprio dissenso davanti alle sedi Enel e presso le istituzioni, nei territori coinvolti, secondo le modalità definite dalle strutture territoriali.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil ritengono che non sia più rinviabile la
convocazione del tavolo complessivo di crisi del settore Crm/Bpo, per individuare le soluzioni più
opportune a tutela dell’occupazione di un intero comparto che dagli oltre 80 mila addetti di 15 anni fa,
conta ormai poco meno di 40mila lavoratrici e lavoratori.

Argomenti
Categorie collegate

x

x