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la sanità tra passato, presente e futuro

La fine del commissariamento apre una nuova fase. Ecco le prossime sfide che attendono Occhiuto e la Regione

La decisione del governo premia i risultati ottenuti negli ultimi anni. Ma le cose da fare sono ancora tantissime. A partire da un nuovo “sostenibile” piano di rientro

Pubblicato il: 09/04/2026 – 23:38
di Antonio Cantisani
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La fine del commissariamento apre una nuova fase. Ecco le prossime sfide che attendono Occhiuto e la Regione

CATANZARO «Un evento storico perché ci libera da una camicia di forza dopo 17 anni»: così, “a caldo”, il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha definito la revoca del commissariamento della sanità calabrese da parte del Consiglio dei ministri. Un epilogo che in realtà premia anche il lavoro fatto da Occhiuto negli ultimi 4 anni e mezzo, dal novembre 2021, quando venne nominato commissario dal governo di unità nazionale di Mario Draghi: un lavoro che indubbiamente ha portato anche a risultati importanti, in alcuni casi persino storici. Come la ricognizione del debito sanitario, la normalizzazione della contabilità, non più omerica e orale (vengono ricostruiti, sia pure a grande fatica, anche i bilanci “fantasma” dell’Asp di Reggio Calabria, la più “canaglia” di tutte), un accenno di riforma del sistema con la creazione di Azienda Zero, i primi concorsi e soprattutto l’avanzamento sui Lea, con il raggiungimento della sufficienza in due dei tre indicatori dei livelli essenziali di assistenza (quello ospedaliero e quello della prevenzione). Nel percorso di Occhiuto anche qualche “intuizione”, non sempre compresa e in effetti un po’ controversa, come il ricorso a medici cubani, «per evitare di chiudere altri ospedali», dirà sempre Occhiuto entrando sul punto in rotta di collisione persino con l’amministrazione Usa di Trump. Comunque la fine del commissariamento è sembra prendere quota con il passare dei mesi, anche perché a Palazzo Chigi dal 2022 c’è un governo totalmente “amico” di quello regionale, quello di centrodestra a guida Giorgia Meloni, che infatti a settembre, a Lamezia Terme, in piena campagna elettorale per l’Occhiuto bis, annuncia l’avvio dell’iter per far uscire la Calabria dalla “gabbia” dell’inutile commissariamento.

La nuova fase

È il via libera “politico” decisivo, suffragato anche da pareri positivi dei ministri affiancanti Orazio Schillaci e Giancarlo Giorgetti e concretizzato ora dal Consiglio dei ministri, quello che apre una nuova fase, che comunque per Occhiuto e la politica calabrese resta sempre molto complicata e delicata. Anche perché è vero che con la fine del commissariamento il controllo della sanità torna in capo alla Regione, ma purtroppo resta ancora il piano di rientro, che significa ancora “sacrifici” e margini di manovra comunque non ampi, per non dire ristretti. Anche perché ci sono ancora tante, tantissime cose da fare, e la sanità calabrese non si è risollevata d’incanto con la decisione del Cdm. Le prossime sfide per Occhuto e la Regione fanno infatti tremare i polsi: anzitutto, l’ulteriore miglioramento dei Lea, con il raggiungimento della terza area verde (l’assistenza distrettuale), la riforma delle aziende ospedaliere provinciali, il definitivo start di Azienda Zero, la prosecuzione della normalità contabile, la negoziazione di un nuovo piano di rientro con i ministeri che non sia “lacrime e sangue” ma sostenibile, e infine, e forse soprattutto, “frenare” la dolorosa e drammatica fuga dei calabresi che costa ormai 300 milioni all’anno e tanta sofferenza sociale. Però, provare a fare tutto questo senza la “gabbia” commissariale è sicuramente un buon viatico.

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