«L’obiettivo ora è uscire dal piano di rientro. E anche per i prossimi 4 anni e mezzo la politica non si occuperà delle nomine» – VIDEO
Il governatore Occhiuto dopo l’uscita dal commissariamento. «Trattengo ancora l’interim. Autonomia differenziata? Nessuno scambio, l’opposizione studi di più»

CATANZARO «L’obiettivo ora è uscire anche dal piano di rientro. E per i prossimi 4 anni e mezzo la politica continuerà a non occuparsi delle nomine». Sono alcuni dei passaggi della conferenza stampa con la quale il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, oggi in Cittadella, ha commentato l’uscita della sanità calabrese dal commissariamento dopo la decisione del governo nazionale. Tanti temi affrontati dal governatore, che – come del resto era prevedibile – manterrà la delega della sanità.
Il primo obiettivo
«L’obiettivo ora è uscire anche dal piano di rientro», ha quindi esordito Occhiuto. «Il piano di rientro che è stato concordato – ha proseguito il governatore – è quello che avevamo inviato al ministero e per il quale stavamo aspettando il voto dei ministeri. È un piano che, chiaramente, prevede il rafforzamento delle azioni per quanto riguarda i Lea, soprattutto sulla prevenzione: molte di queste azioni le stiamo già portando avanti. Prevede inoltre di passare a tre macro livelli in verde, e di raggiungere il pareggio di bilancio nel corso del triennio. L’obiettivo è proprio quello di continuare l’interlocuzione con i tecnici dei ministeri, però questa volta da una condizione di maggiore forza, perché non siamo più commissariati: siamo solo sottoposti, come altre regioni, al piano di rientro».
L’interim
Per quanto riguarda il ruolo di assessore alla sanità, «credo – ha proseguito Occhiuto – che terrò io l’interim per qualche tempo, perché sono molto soddisfatto di questo risultato. È chiaro che il risultato, che ho definito storico, ci consegna comunque una sanità che ha ancora mille problemi. Però in questi anni è stato riconosciuto da tutti i ministeri che c’è stato un cambio di passo rispetto al passato. Purtroppo stiamo vivendo una condizione in cui la percezione della sanità è peggiorata in tutta Italia rispetto a qualche anno fa. In Calabria ancora di più, e ne ho perfetta coscienza. Per questo continuo a lavorare insieme ai miei collaboratori affinché ci possano essere miglioramenti sostanziali, e credo che ci saranno. Quando usciranno, ad esempio, i dati di Agenas sulle liste d’attesa, si vedrà che il problema esiste in Calabria come in tutta Italia, ma paradossalmente è molto più grave in altre regioni. Ci sono poi altre novità che ci aspettano: sto lavorando su ulteriori dossier che riguardano la sanità e che prima non potevo realizzare perché eravamo commissariati. Ora potrò portarli avanti con maggiore libertà. Quando sei commissariato, infatti, molte cose non puoi farle — o non te le fanno fare — perché ti dicono che devi occuparti prima delle attività suggerite al commissario dai Ministeri vigilanti. Questa maggiore libertà, quindi, ci dà qualche leva in più, e ne avremo molte di più quando usciremo anche dal piano di rientro. La mia ambizione è quella di essere il presidente che ha fatto uscire la Calabria prima dal commissariamento e poi anche dal piano di rientro».
Il ruolo della politica
Occhiuto ha poi aggiunto: «Saluto con piacere il fatto che finalmente si riconosce che, nel corso di questi anni, anche quando il commissario è stato un politico — cioè io — sugli incarichi di direzione generale, sanitaria e amministrativa non c’è stata alcuna spartizione politica. Abbiamo in qualche modo sterilizzato dalla politica questi incarichi. In passato molti giovani medici lasciavano la Calabria perché erano convinti di non poter fare carriera, ad esempio perché si diventava primari solo sulla base delle indicazioni della politica. In questi quattro anni, quattro anni e mezzo, abbiamo rotto questa cattiva consuetudine. E siccome il presidente della Regione sono ancora io — e lo rimarrò per altri quattro anni e mezzo — per questo periodo la politica si occuperà della sanità solo nella misura in cui solleverà questioni legittime legate al bisogno di salute dei territori, ma non si occuperà delle nomine».
Il grazie alla Meloni e al governo
Rispetto all’uscita dal commissariamento, ha quindi sostenuto Occhiuto, «fatemi esprimere un grande apprezzamento nei confronti di Giorgia Meloni, che aveva promesso che saremmo usciti dal commissariamento e ieri il Consiglio dei Ministri, guidato appunto da Giorgia Meloni, ha mantenuto questa promessa. Un ringraziamento va anche ai ministri coinvolti. Come si sa, il commissariamento è disposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero della Salute e dal Ministero per gli Affari Regionali. Su proposta del Ministro Calderoli, anche gli altri due ministri hanno dato il loro assenso, quindi ringrazio anche loro per aver mantenuto questo impegno».
Il tema dell’autonomia differenziata
Alla domanda se l’uscita dal commissariamento sarebbe legata a uno scambio maturato in sede di Conferenza Stato-Regioni, in merito alle pre.intese sull’autonomia differenziata, Occhiuto ha osservato: «Bisognerebbe studiare come funziona la Conferenza Stato-Regioni. È composta da 20 regioni e due province autonome; una di queste è Bolzano, che vota una sola volta, quindi i voti complessivi sono 21. I voti contrari sono stati 6, quelli delle regioni di centrosinistra, a mio avviso con un approccio assolutamente ideologico. Mi chiedo che bisogno c’era, da parte del Governo, del mio voto. Io utilizzo tutte le circostanze per far ottenere di più alla Calabria e ho utilizzato anche quella delle pre-intese per chiedere che finalmente ci fosse una data certa per l’uscita dal piano di rientro. Oggi infatti, quando una regione entra in un piano di rientro, sa quando entra ma non sa quando esce. Ho posto questa condizione. Io sono un presidente che, quando non può vincere una battaglia, cerca di farla vincere alla propria regione, creando le condizioni perché, ad esempio, possa uscire più facilmente dal piano di rientro. Quindi – ha concluso Occhiuto – nessuno scambio. Ho semplicemente utilizzato questo passaggio per ottenere qualcosa per la Calabria, cioè la garanzia che potrà uscire dal piano di rientro avendo una data certa. Per questo, la prossima cosa che farò sarà concordare con il Governo una data precisa per l’uscita dal piano di rientro». (a. cant.)
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