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Inchiesta “Jerakarni”

I “campioni” di droga da Vibo a Cosenza, «roba buona, ti carico ogni giorno»

Il mercato della droga per la mala vibonese non ha confini. «Sto circuito di Cosenza centro non tanto mi piace (…) gli “Zingari” li conosco, se vogliono vengono loro»

Pubblicato il: 11/04/2026 – 11:07
di Fabio Benincasa
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I “campioni” di droga da Vibo a Cosenza, «roba buona, ti carico ogni giorno»

COSENZA Rapporti fiduciari con soggetti del Nord Italia, una fiorente e redditizia attività di spaccio, la droga smerciata in tutta la Calabria anche in territori dove vige il “Sistema“: la regola (non scritta) imposta dai gruppi confederati della ‘ndrangheta che vieta il sottobanco, l’acquisto di sostanze stupefacenti da oltre confine. E’ uno dei dettagli emersi nel corso dell’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Jerokarni,che ha colpito duramente la ‘ndrangheta delle Preserre vibonesi.

I “campioni” di droga a Cosenza

Il mercato della droga per la mala vibonese evidentemente non ha confini, nessun muro invisibile separa la Calabria quando di mezzo ci sono (tanti) danari e un business tra i più fiorenti per i clan. Dalle carte dell’inchiesta emergono dettagli sulla vendita di sostanze perpetrata da membri del “sottogruppo” di Rombiolo, che spacciavano in modo continuativo la merce fornita dal gruppo Idà. Uno degli uomini di fiducia dell’associazione delle preserre, risultato attivo «oltre che nello spaccio al dettaglio, anche affidatario dell’incarico di “far girare” i campioni di stupefacente al fine di consentire agli interessati di testarne la qualità». Come se dovessero acquistare un profumo, i clienti interessati alla droga provano la merce prima di definire l’acquisto. E alcuni di questi “campioni” sarebbero arrivati in Sicilia, ma anche a Cosenza. La mala operante nella città dei bruzi e nell’hinterland – come emerso dalle recenti inchieste condotte dalla Dda, “Reset” e “Recovery” – si mostra decisamente contrario a favorire l’acquisto di stupefacenti da altri soggetti che non siano riferiti e riferibili al “Sistema“.

«Sto circuito di Cosenza centro non tanto mi piace»

La detenzione di ingenti quantitativi di stupefacente e le plurime cessioni effettuate, vengono annotate da chi indaga. La cadenza è pressoché quotidiana. «Roba buona, ti carico ogni giorno», confessa un interlocutore intercettato a Damiano Mamone (indagato), «il quale a sua volta rivendeva la sostanza illecita in varie piazze di spaccio d’Italia» tra cui «Cosenza, Reggio Calabria, Bologna e Roma». In altre conversazioni intercettate si discute di «un preciso resoconto delle varie cessioni» con «puntuali e inequivocabili riferimenti alla droga di cui vengono descritte le caratteristiche (3 tipi, chiara e scura, ottime, di qualità, Gorilla e Cristal, quella con lo stemma amnesia, se la sognano sta erba)». Qualcuno cita ancora un viaggio in terra bruzia «stasera scendono dì Cosenza alle 6 per parlarne forse se ne partono 5…». Gli interlocutori discutono animatamente anche dei rischi connessi al trasporto di droga e c’è chi si mostra perplesso rispetto all’opportunità di facilitare carichi esigui. «Già il trasporto e a carico nostro se cade. Se c’è gente con soldi e meglio su al nord» e «a questo punto preferiscono più il fumo per via del trasporto e non l’erba». I dubbi emergono anche in relazione alla piazza cosentina. «Ma a me sto circuito di Cosenza centro non tanto mi piace (…) gli “Zingari” di la li conosco quello che anno il bar nel Centro… Se vogliono vengono loro».

Gli arresti e il carico intercettato

I timori manifestati da alcuni soggetti intercettati e impegnati a discutere dello smercio di droga paiono decisamente fondati. E’ il 4 aprile 2022, quando viene intercettata un’altra conversazione, nella quale i due protagonisti del colloquio commentavano l’arresto di un loro cliente trovato in possesso di stupefacente ceduto dal gruppo e del controllo subito da un soggetto a loro vicino «trovato in possesso di droga, sempre acquistata dagli Idà». La stessa sostanza stupefacente – da quanto si apprende dall’intercettazione – che avrebbe dovuto rivendere nella piazza di Cosenza. «Anche ad Enzo hanno pizzicato (trovato, ndr) le pronte (gli assaggi, ndr) dell’erba glieli stava portando a Cosenza…». (f.benincasa@corrierecal.it)

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