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LA REPLICA

Il Pronto Soccorso dell’Annunziata «non è collasso, ma regge in una realtà complessa»

La replica dell’AO di Cosenza: «Una prima linea che, tra affollamento e difficoltà, si prende cura delle persone»

Pubblicato il: 11/04/2026 – 9:24
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Il Pronto Soccorso dell’Annunziata «non è collasso, ma regge in una realtà complessa»

COSENZA «Leggiamo di ricostruzioni che descrivono il Pronto Soccorso dell’Annunziata di Cosenza come teatro di una “crisi strutturale senza fine”. Se così fosse davvero, ci si dovrebbe spiegare come mai, ogni giorno – senza interruzioni – centinaia di pazienti continuino ad essere visitati, trattati e presi in carico. La realtà, come spesso accade, è un po’ meno drammatica e un po’ più concreta». È quanto precisa, in una nota, la dirigenza dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza rispetto alla situazione denunciata da don Ennio Stamile in un articolo in cui raccontava di un «presidio d’emergenza della provincia ciclicamente paralizzato dalle criticità».
Il Pronto Soccorso dell’Annunziata, spiegano nella nota dell’AO di Cosenza «lavora in un contesto complesso, questo sì, ma lo fa con organizzazione, percorsi definiti e capacità di risposta, anche in una fase particolarmente impegnativa come quella attuale, caratterizzata da un aumento degli accessi legati ai casi di morbillo. Nonostante il maggiore afflusso, la presa in carico dei pazienti resta tempestiva e strutturata, grazie a un sistema che continua ad adattarsi giorno dopo giorno».
«Vale forse la pena ricordare – senza polemica, ma con un pizzico di realismo – che una parte consistente degli accessi riguarda situazioni che difficilmente possono essere definite urgenti. Sono quei casi che, in un sistema ideale, troverebbero risposta sul territorio e che invece finiscono per confluire verso l’hub provinciale. Eppure, anche di fronte a questo scenario, il Pronto Soccorso dell’Annunziata fa quello che ha sempre fatto: non seleziona, non rimanda indietro, non si tira indietro. Accoglie tutti». Come si legge ancora nella replica, «colpisce, semmai, il tono di alcune valutazioni, tanto più quando provengono da figure autorevoli e punti di riferimento per la comunità, come don Ennio Stamile. Proprio per il ruolo che ricoprono, parole così nette rischiano – forse involontariamente – di restituire una rappresentazione parziale, che non rende giustizia al lavoro quotidiano di chi opera in prima linea. A volte, più che di “crisi senza fine”, si tratta di una realtà complessa che meriterebbe di essere raccontata per intero: con le criticità, certo, ma anche con le risposte, l’impegno e i risultati che ogni giorno vengono garantiti».
«È questa, forse, la vera notizia: non un sistema al collasso – spiegano in fine dell’AO di Cosenza – ma una prima linea che, tra affollamento, complessità e inevitabili difficoltà, continua a funzionare, a reggere e soprattutto a prendersi cura delle persone. Con professionalità, con dedizione e, sì, anche con quella responsabilità che tutti – a vario titolo – dovremmo esercitare quando parliamo di sanità pubblica.

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