La corsa contro il tempo per i nuovi ospedali. La sfida dell’”altro” commissariamento per Occhiuto e la Regione
Il capitolo dell’edilizia sanitaria è una delle grandi priorità per il futuro. Ecco gli ultimi step per Sibaritide, Vibo, Palmi, e anche Catanzaro e Cosenza

CATANZARO C’è un altro capitolo del complesso “pianeta” sanità che rappresenta sicuramente un’altra grande sfida, oltre che una priorità, per il presidente Roberto Occhiuto e la Regione, in quella che si può definire la fase 2 della gestione del settore dopo la fine del commissariamento: è il capitolo dell’edilizia sanitaria. Qui la Calabria resta in regime commissariale dopo l’ultima proroga – di un anno – concessa dal governo su richiesta ovviamente della Regione: l’obiettivo è quello di colmare i ritardi accumulati dal 2007 a oggi grazie ai poteri straordinari oggi in mano al commissario Claudio Moroni, dg del Dipartimento Lavori pubblici della Regione e “braccio operativo” dello stesso Occhiuto. Sul tavolo i tre grandi nuovi ospedali della Sibaritide (nella foto il cantiere), di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro (Palmi), interessati da una corsa contro il tempo non priva di ostacoli e incognite, ma anche in prospettiva molto più lunga nel tempo, i nuovi ospedali di Catanzaro e di Cosenza, questi ultimi ancora a livello di fattibilità, e con qualche “tensione” anche politica tra Regione e enti locali.
Il punto
Il punto. «Ospedale della Sibaritide: completamento dei lavori previsto entro la fine del 2026. Ospedale di Vibo Valentia: consegna dell’infrastruttura entro la fine del 2027. Ospedale di Palmi: completamento entro la fine del 2028»: è questo il cronoprogramma contenuto negli ultimi documenti di programmazione della Regione Calabria. Ovviamente, la grande sfida sarà rispettare queste “deadline”: negli ultimi 4 anni, su input del governatore Occhiuto, si è registrata complessivamente un’evidente accelerazione, ma da fare c’è ancora tanto. Il commissariamento per l’edilizia sanitaria ha finora prodotto una ottantina di determine, in gran parte dedicate ai tre presìdi di cui sopra, e più o meno distribuite così: una ventina per Sibaritide e Vibo, 7 per la Piana di Gioia Tauro). Il diverso numero delle determine rispecchia il diverso avanzamento dei cantieri: se quello della Sibaritide è in avanzatissima fase di realizzazione (qui si è al Sal numero 56), Vibo è in una fase più intermedia (qui si è al Sal numero 24), mentre Palmi è ancora in una fase iniziale (qui c’è un primo Sal). Il punto su Vibo e Palmi l’ha fatto sui social lo stesso Occhiuto di recente: «Entro fine anno saranno completate le pareti e installati gli infissi. Sembrava impossibile realizzare questo ospedale, e invece sta crescendo rapidamente giorno dopo giorno», ha spiegato con riferimento all’ospedale di Vibo. E rispondendo sui social a un follower che gli chiedeva conto di quello della Piana di Gioia Tauro, Occhiuto ha reso noto: «A Palmi per la fine dell’anno saranno completati gli scavi e iniziano le opere di costruzione». Quanto ad altri importanti investimenti in edilizia sanitaria, tra le ultime determine del commissario spunta quella relativa all’“affidamento del servizio di verifica del progetto fattibilità tecnico-economica del nuovo ospedale di Cosenza” (servizio dell’importo di oltre 3 milioni), con l’avvio della procedura della “determina a contrarre”, e poi – come già documentato ne giorni scorsi – la determina che ha incaricato il Politecnico di Milano di redigere entro luglio ipotesi progettuali sulla localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro, nella speranza che il Consiglio comunale del capoluogo si decida a esprimersi mettendosi alle spalle l’indecisionismo al limite dell’autolesionismo che finora lo ha caratterizzato. (a. c.)
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