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Guardie mediche nel Vibonese, i sindaci contro la riorganizzazione: «Chi ha fatto la delibera non conosce il territorio»

L’atto è stato “sospeso” dal neocommissario Sestito in attesa di approfondire la questione. Intanto i primi cittadini si riuniscono e protestano

Pubblicato il: 14/04/2026 – 9:21
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Guardie mediche nel Vibonese, i sindaci contro la riorganizzazione: «Chi ha fatto la delibera non conosce il territorio»

VIBO VALENTIA Commissari che vanno, problemi che restano. A Vibo Valentia “rientra” temporaneamente il caso della riorganizzazione delle guardie mediche, tra gli ultimi atti rilasciati dalla triade commissariale prima della scadenza del mandato. La discussa delibera consisteva nell’aggregazione di alcune postazioni: una decisione che ha scatenato la reazione dei sindaci, soprattutto, dei paesi “accorpati”. La grana è subito passata al neocommissario Angelo Vittorio Sestito che per placare gli animi ha fatto sapere di voler approfondire la questione con i primi cittadini, che ieri si sono riuniti in Conferenza, presieduta dal presidente Salvatore Fortunato Giordano, per esprimere le loro perplessità riguardo la rimodulazione.

Cosa prevede la rimodulazione

La delibera prevede che, in virtù della carenza di medici utili a garantire una corretta turnazione, 8 postazioni siano accorpate e ricoperte a giorni alterni: tra queste Stefanaconi – Sant’Onofrio, Polia – Monterosso, Jonadi – San Gregorio d’Ippona, San Nicola da Crissa – Capistrano, Simbario – Serra San Bruno, Mongiana – Fabrizia, Pizzoni – Soriano, Arena – Acquaro. Sotto accusa dei sindaci, oltre alla rimodulazione, anche la tempistica, con la delibera arrivata l’ultimo giorno di mandato della commissione: «La delibera ha creato una serie di malumori tra i sindaci» spiega Giordano. Sono, soprattutto, quelli della zona montana a protestare, in virtù dell’emergenza viabilità che complica i trasferimenti da un comune a un altro. «Noi crediamo che in attesa del nuovo ospedale, i servizi vadano rafforzati e non ridotti e quindi auspichiamo che questa rimodulazione venga rivista».

Sotto accusa dei sindaci anche la tempistica

Il neocommissario Sestito si è già detto disponibile a confrontarsi con i primi cittadini. Ma il problema principale resta la carenza di medici: «Ci hanno detto che l’efficienza delle guardie mediche è necessaria a causa dei pochi medici che ci sono. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma questo problema non deve tramutarsi in un impoverimento dei servizi». Giordano cita la legge che prevede una guardia medica ogni 5 mila abitanti, ma per il caso di Vibo Valentia «serve una deroga, come prevede la stessa norma. Vibo ha bisogno di migliorare la sua situazione, di avere equità di trattamento rispetto alle altre province e raggiungere i Lea minimi. Ridurre i servizi sarebbe come mettere il dito nella piaga».

Le critiche del sindaco di Capistrano

Molto più critico il sindaco di Capistrano Marco Martino, tra i paesi interessati dall’accorpamento, che ha parlato di «atto di codardia» dei commissari che hanno rilasciato la delibera nell’ultimo giorno disponibile. «Non si può lasciare un territorio così. Noi viviamo quotidianamente i mille problemi che non sono inventati ma concreti, come quello della viabilità. L’assemblea dei sindaci deve essere compatta e non accettare nessun tipo di rimodulazione futura. Chi ha redatto quella delibera, mi dispiace dirlo, ma non conosce neppure i territori. Perché se avesse contezza di quella che è la viabilità vibonese, di quelle che sono le situazioni oggi emergenziali della viabilità, sicuramente non avrebbe detto che la guardia medica capistranese disterebbe solo 9 minuti da quella di San Nicola, quando ci sono stati decine di interventi decine di comunicati, decine di interviste che hanno chiaramente illustrato la situazione di precarietà della viabilità». (ma.ru.)

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