‘Ndrangheta, l’intercettazione: «Commisso finanziò il clan». La Fiorentina: «Accuse false»
In un’informativa dei Ros, non ancora accertata dai pm, spunta il nome dell’ex patron viola. La società: «Grave, tuteleremo la sua memoria e reputazione»

Un’informativa dei Ros inviata alla Procura di Reggio Calabria riporterebbe un’intercettazione, emersa dall’inchiesta Risiko, in cui Frank Albanese, tra gli indagati, farebbe riferimento a «un sostegno economico assicurato alle cosche di Marina di Gioiosa Ionica da parte di Rocco Commisso, magnate italo-americano», ex presidente della Fiorentina Calcio, deceduto in questi mesi. In particolare, si parlerebbe di uno-due milioni di euro. Secondo quanto scrive Repubblica, «per i carabinieri il riferimento sarebbe quindi a un versamento a una delle “cosche” della ‘ndrangheta». Nel resto del dialogo i conversanti avrebbero continuato a parlare dell’ex patron della Fiorentina e dei suoi rapporti con Joe Barone. Si tratta, tuttavia, solo di un’informativa inviata alla Dda non ancora accertata dai pm. Dura la replica della Fiorentina che ha smentito categoricamente e annunciato che farà querela: «Sono accuse false, diffamatorie e prive di qualsiasi fondamento probatorio» ha affermato la società viola e il presidente Giuseppe B. Commisso. «Il titolo presenta una grave accusa come un fatto accertato, quando la stessa narrazione dell’articolo chiarisce che non è un fatto accertato e avrebbe valore solo se pienamente verificabile. Per questo motivo – conclude la nota – Acf Fiorentina e Giuseppe B. Commisso hanno già dato mandato ai propri legali affinché sia intrapresa ogni azione necessaria a tutela della memoria e della reputazione del compianto presidente».
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