Baglioni abbraccia la Calabria. «Questa regione può volare»
L’artista in Cittadella riceve un riconoscimento per il suo legame con la nostra terra e racconta anche un aneddoto curioso in un comune calabrese. Ad accogliere Baglioni il presidente Occhiuto e i s…

CATANZARO Un omaggio per «testimoniare il suo straordinario contributo alla cultura musicale, nonché il profondo legame che ha saputo instaurare con il nostro territorio, emozionando il pubblico con la sua musica in modo trasversale». È questa la motivazione del riconoscimento tributato oggi a Claudio Baglioni da parte della Regione Calabria. Il grande artista è stato ospite alla Cittadella del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ha consegnato a Baglioni una onorificenza targata “Calabria Straordinaria”: una copia in miniatura, realizzata dal mastro orafo Michele Affidato, dei Bronzi di Riace. Insieme a Baglioni e Occhiuto i sindaci dei Comuni nei quali Baglioni si esibirà ad agosto – per la precisione 24, 25 e 26 agosto – nell’ambito del suo “Grand Tour”: Andrea Aprigliano, sindaco di Cirò Marina, Vittorio Zito, sindaco di Roccella Jonica, Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro. «Claudio Baglioni – prosegue la motivazione – ha dato vita a canzoni che sono diventate vere e proprie colonne sonore generazionali, affermandosi come un poeta della musica leggera. Con la sua straordinaria capacità di coniugare intensità emotiva e originalità compositiva, Baglioni ha saputo coinvolgere platee di tutte le età, riconoscendo e ricambiando l’affetto ricevuto anche dal nostro pubblico, scegliendo sempre, negli anni, la Calabria come tappa immancabile delle sue tournée».
L’intervento di Baglioni
Baglioni si è anzttutto detto «felice, ringrazio i sindaci per aver preparato il terreno a questo mio arrivo in Calabria e il presidente Occhiuto. Questo “Grand Tour” è una sorta di viaggio nel viaggio, toccherò 40 località. Baglioni, che ha raccontato anche alcuni episodi della sua vita, ha evidenziato come «le canzoni hanno una forza evocativa come pochissime altre cose, ci catapultano anche in luoghi che non conosciamo e in un futuro che non conosciamo: per questo per tutti questi anni ho scritto tutte queste canzoni, circa 350. Sono artista e architetto, e dobbiamo essere artefici ma anche artigiani perché dobbiamo far accadere le cose. In questo mio ultimo giro andremo a cercare la bellezza: è una parola difficile da maneggiare perché spesso ci appare qualcosa di lontano. Poi spesso siamo più attratti dalla bruttezza e da ciò che non va e questo non è giusto, dovremmo concentrarci di più sulle cose belle». Secondo Baglioni «è vero che la Calabria è una terra martoriata ma siete in buona compagnia. Gli altri forse partono con la marcia e non con la retromarcia: un modo per reagire c’è, se non riusciamo a diminuire le cose che non vanno aumentiamo quelle che vanno. Lavoriamo sulle cose che vanno. Ho firmato la scritta “Calabria Vola”, mi piace l’idea del volare. Guardate cosa c’è dentro la Calabria: la Calabria può volare visto che nella sua parola è compresa la parola “ala”. Mi ricordo gli stadi della Calabria: Reggio, Catanzaro, Cosenza, la piazza di Cosenza. E avete dei posti bellissimi: Cirò Marina, Santa Maria del Cedro, Roccella, nomi che profumano. Mi sento in parte calabrese perché ho un nipote figlio di una donna calabrese, sono nonno di un bambino mezzo calabrese. È una volgare ruffianata ma so che mi perdonerete…».
L’aneddoto
Quindi, da Baglioni un curioso aneddoto legato alla Calabria – in particolare a un Comune, del quale non ha voluto svelare l’identità – dopo una truffa in cui erano stati venduti migliaia di biglietti per un suo concerto inesistente: «L’anno seguente – ha raccontato Baglioni – sono in Calabria per un concerto vero ma nessuno si fidava più e non si vendeva nulla. Per salvare l’evento, gli organizzatori misero in scena una promozione improvvisata: vengo portato in giro con una macchina scoperta per la città in corteo come un dittatore e poi portato in un ristorante come un principe, attirando una folla enorme. La situazione sfuggì di mano, tanto che dovetti fuggire dal ristorante passando da una finestra e tornando in albergo rasentando i muri. Il giorno dopo, però, lo stadio era pieno. Ovviamente spero che nelle mie tre tappe ad agosto non succeda nulla del genere…».
L’intervento di Occhiuto
Così il presidente della Regione Occhiuto ha salutato Baglioni: «Sono molto contento soprattutto perché vedo diversi funzionari della Regione che forse non sono mai stati così felici, qui oggi c’era grande fermento… Ringrazio il promoter per aver dato alla Calabria questa opportunità e i sindaci, di colore diverso ma uniti dalla voglia di dare della Calabria una immagine migliore. Perché dobbiamo cambiare il paradigma della Calabria iniziando a parlare delle bellezze e delle risorse straordinarie della nostra terra e non solo dei problemi. La Calabria è uno scrigno d’Italia: quello che puoi vedere in Italia – mare, montagne, borghi – qui lo puoi vedere. Baglioni appartiene alla storia di tutti noi, alla storia d’Italia, in maniera trasversale e orizzontale ha accompagnato la nostra vita e lo ringraziamo per le grandi emozioni che ci ha dato. L’ho conosciuto anni fa e l’ho conosciuto meglio poco tempo fa grazie a mio figlio che mi ha portato a un suo concerto: quell’occasione- ha proseguito il presidente della Regione – mi è stata utile perché mi ha dato la possibilità di ascoltare Baglioni non solo nelle canzoni ma nel racconto dell’animo, della vita, della società e sono rimasto molto colpito dall’artista ma anche dall’uomo e dalla capacità di guardare la vita con tanta poesia e tanto acume. Cito una sua canzone: si può essere gusto uomo o uomo giusto, Baglioni ha dimostrato di essere un uomo giusto. Vorremmo che il tuo modo di raccontare la vita e il mondo possa dare fiducia a quanti vorrebbero essere uomini giusti». A moderare l’incontro alla Cittadella il caporedattore di Rai Calabria, Riccardo Giacoia, che portato anche un messaggio di Vincenzo Mollica. (a. c.)
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