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la frattura

Pd, scoppia il caso Ciacco a Cosenza: richiesta di trasferimento al circolo di Rende

L’iscritto dem denuncia «divergenze insanabili» con la linea del gruppo dirigente cittadino

Pubblicato il: 17/04/2026 – 13:36
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Pd, scoppia il caso Ciacco a Cosenza: richiesta di trasferimento al circolo di Rende

COSENZA Una presa di posizione netta, dai toni duri e senza margini di mediazione. Antonio Ciacco, iscritto al circolo Pd “Marika Zuccarelli” di Cosenza, ha formalizzato la richiesta di trasferimento al circolo del Partito democratico di Rende, denunciando una «grave e insanabile divergenza» con la linea politica dell’attuale gruppo dirigente cittadino.
La richiesta è stata indirizzata al segretario del circolo Pd di Rende, al segretario regionale del Pd Calabria, al segretario della federazione provinciale di Cosenza e al segretario del circolo Pd di Cosenza. Un passaggio formale che però si accompagna a una critica politica molto articolata e destinata a riaccendere il dibattito interno al partito bruzio.
Nella nota, Ciacco spiega di non riconoscersi più nell’impostazione assunta negli ultimi mesi dal gruppo dirigente del Pd cosentino, accusato di portare avanti «un manifesto e conclamato antagonismo al governo municipale della città di Cosenza». Una posizione che, secondo l’iscritto dem, risulterebbe incoerente con il ruolo istituzionale ricoperto dal Partito democratico all’interno dell’amministrazione comunale, dove esprime figure di primo piano come il presidente del Consiglio comunale, il vicesindaco e un assessore.
Ancora più pesante è l’accusa sul piano politico: Ciacco parla infatti di un atteggiamento «palesemente contiguo al centrodestra», sostenendo che comunicati, interviste e interventi pubblici del gruppo dirigente ricalcherebbero «linguaggi e impostazioni tipiche delle forze politiche avversarie».
Di contro, l’autore della richiesta rivendica una piena adesione all’operato dell’amministrazione comunale di Cosenza, definita senza mezzi termini «semplicemente miracolosa» e capace – a suo dire – di interpretare «i valori di un riformismo solidale», respingendo ogni ipotesi di “transumanza politica” o di accordi trasversali con il centrodestra.
È proprio questa distanza, ritenuta non più colmabile, a spingere Ciacco a parlare di una vera e propria «incompatibilità ambientale», tale da impedire «una militanza politica coerente, efficace e consapevole». Una frattura che, sottolinea, non può essere ricondotta al normale confronto interno ma supera «il fisiologico dizionario del pluralismo dialettico».
Da qui la decisione di chiedere il trasferimento al circolo Pd di Rende, individuato come il più vicino al comune di residenza. Nella richiesta, Ciacco evidenzia anche come «un rigido formalismo burocratico» legato al criterio della residenza non possa imporre «una coabitazione forzata» né limitare «il libero e coerente esercizio della militanza politica» all’interno del partito.
La vicenda si inserisce in un quadro già complesso per il Partito democratico cosentino, alle prese da tempo con tensioni interne. (redazione@corrierecal.it)

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