Provincia di Catanzaro, fibrillazioni nel Pd. Giampà: «Ancora tanto da fare per costruire un partito comunità»
La scelta del capogruppo a Palazzo di Vetro potrebbe ricadere su Buccolieri. Il neo consigliere: nessun risentimento ma alcune valutazioni sono inevitabili

CATANZARO «Finalmente si insedia il nuovo consiglio provinciale, un’esperienza a cui prenderò parte con il peso e la responsabilità di un consenso importante ricevuto, risultando il primo degli eletti della lista “Progressisti per la provincia di Catanzaro”, ma molto probabilmente non sarò capogruppo. Ciò, per espressa volontà dei colleghi consiglieri provinciali Buccolieri e Vescio per aver voluto determinare a maggioranza il ruolo di capogruppo, facendo ricadere la scelta su Gregorio Buccolieri, a cui va il mio sincero in bocca al lupo con uno spirito di leale collaborazione per la costruzione di un percorso istituzionale comune». A scriverlo su facebook il consigliere provinciale dei Democratici Progressisti Domenico Giampà (Pd). «Nessun risentimento personale, ma – prosegue Giampà – sono inevitabili alcune valutazioni sul piano politico, rispetto a quanto ancora c’è da fare per la costruzione di un partito che sia realmente comunità. La discussione non esiste o è delegata a pochi, le logiche di corrente diventano imposizioni sulle scelte e le stesse correnti non si formano sul pensiero, ma su rapporti personali, una tendenza che oggi chiamiamo “amichettismo”. Anche con questa elezione, sebbene di secondo livello, i territori hanno invocato un’inversione di tendenza, che se non si segue o se non si rispetta, apre il fronte ad ulteriori divisioni foriere di sconfitte sicure. Non mi sono ricandidato al congresso provinciale per evitare discussioni sulle persone a favore di una reale discussione politica e il mio spirito nonostante sia spesso “tirato dalla giacchetta” quale espressione di qualcuno o non gradito da qualcun altro, rimane lo stesso, quello di uno uomo libero. Se non si costruisce sui territori, non si mantengono legami con gli amministratori e non si vive sintonizzati con il cuore della gente, non esistono rapporti romani o privilegiati che tengano. Continuino pure le manovre di palazzo, io rimango dove da sempre mi trovo meglio: nei territori, tra la gente».
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