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l’orrore ad amendolara

I talebani: «Giustizia per i tre afghani uccisi in Calabria»

Il ministero degli Esteri afghano ha chiesto all’Italia un’indagine «trasparente e imparziale»

Pubblicato il: 04/06/2026 – 18:31
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I talebani: «Giustizia per i tre afghani uccisi in Calabria»

ROMA Il governo de facto dei Talebani ha condannato il brutale omicidio di tre migranti afghani e di un uomo pakistano, bruciati vivi all’interno di un’auto, e chiesto giustizia all’Italia. “Tre migranti afghani sono stati deliberatamente bruciati vivi e hanno perso la vita in un attacco criminale e brutale nella zona di Amendolara, nella provincia di Cosenza (…) L’Emirato islamico dell’Afghanistan condanna fermamente questo atto orribile e disumano”, si legge nella dichiarazione. Il ministero degli Esteri afghano ha chiesto alle autorità italiane di condurre un’indagine “trasparente e imparziale” sull’incidente per assicurare i responsabili alla giustizia. Al momento, la polizia italiana ha arrestato due uomini pakistani per il reato, dopo averli intercettati in una cittadina vicina grazie al sistema di videosorveglianza della stazione di servizio, che ha ripreso tutte le fasi dell’aggressione. Le immagini mostrano due persone che bloccano le porte dall’esterno con le braccia, mentre un liquido infiammabile viene presumibilmente lanciato dalla porta sul retro, seguito da una fiamma, e poi entrambi fuggono. Nel loro comunicato, i Talebani hanno chiesto la protezione “della vita, della dignità della sicurezza e dei diritti fondamentali dei migranti afghani residenti in Italia e in altri Paesi”. L’unico sopravvissuto, anch’egli di nazionalità afghana, è riuscito a fuggire rompendo un finestrino e ha rivelato che gli aggressori li hanno dati alle fiamme perché pretendevano il pagamento per il loro lavoro come braccianti. “Non ci davano soldi. Cibo sì, una casa sì, ma niente soldi”, ha dichiarato la vittima durante un’intervista alla Rai. Secondo i dati dell’Ambasciata italiana in Afghanistan, Roma ha evacuato e ospitato migliaia di cittadini afghani dall’inizio della crisi nell’agosto 2021 attraverso programmi di emergenza nell’ambito dei cosiddetti “corridoi umanitari”, regolarizzando il loro status di immigrazione per poter lavorare nel Paese. L’episodio ha suscitato la condanna del presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni, che ha definito il crimine “orribile” e ha sollecitato un’indagine approfondita. Anche la Conferenza Episcopale Italiana ha denunciato l’accaduto, affermando che mette ancora una volta in luce le condizioni “di schiavitù” subite da migliaia di braccianti agricoli migranti nei campi dell’Italia centrale e meridionale. In Afghanistan, le ragazze e le donne sono private dei loro diritti essenziali, a cominciare dallo studio, come conseguenza dell’apartheid di genere del regime talebano. Il Paese è alle prese con una drammatica crisi economica oltre a essere teatro di tensioni militari con il vicino Pakistan e colpito da pesanti danni causati dai cambiamenti climatici. (Agi)

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