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Emergenza incendi nel Pollino e sull’Alto Tirreno: presentati esposti a due procure

L’iniziativa di un Comitato di cittadini cosentino punta ad accertare eventuali responsabilità e criticità nella gestione dell’emergenza roghi

Pubblicato il: 21/07/2026 – 13:10
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COSENZA Due esposti contro ignoti sono stati presentati alle Procure della Repubblica di Paola, nel Cosentino, e di Lagonegro, in provincia di Potenza, per chiedere l’apertura di indagini sul fenomeno degli incendi. L’iniziativa è del Comitato cittadino spontaneo per la tutela del territorio e contro gli incendi, operante sull’Alto Tirreno cosentino. L’interessamento della procura lucana è dettato dalla natura del territorio di confine, ricompreso in gran parte nel Parco Nazionale del Pollino tra Calabria e Basilicata. Nell’esposto sono state segnalate criticità relative a presunte responsabilità, dirette e indirette, oltre che a interessi economici alla base dell’emergenza incendi sul territorio. Tra queste, carenze nelle politiche attive di prevenzione, impiego non efficiente di risorse economiche pubbliche, mancanza di controlli per il rispetto dei divieti di attività illecite su terreni percorsi dagli incendi, soprattutto pascolo. Tutti elementi sui quali il Comitato chiede che venga fatta luce dagli organi preposti. «Fino a qualche anno fa – spiegano i portavoce dei cittadini – si parlava di “stagione degli incendi”. Alla luce di quanto abbiamo potuto osservare e documentare il fenomeno è presente tutto l’anno. Dopo un’attenta fase di studio della materia, abbiamo la convinzione che, pur essendo in ballo ingenti risorse economiche, le somme vengano assorbite quasi interamente dal livello organizzativo della macchina regionale anti incendi e solo in minima parte sul campo, in termini di personale, mezzi ed equipaggiamento. L’esempio migliore in questo senso – precisano dal Comitato – è la mancanza di opere di prevenzione attiva che permettano interventi rapidi ai mezzi di terra in zone impervie o dopo il tramonto, come pulizia del sottobosco, piste e fasce tagliafuoco». 

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